È un pomeriggio di sole al San Paolo, quel 16 settembre 2012. La terza giornata di campionato mette di fronte il Napoli di Mazzarri e il Parma di Donadoni, ma per i tifosi azzurri c’è un’atmosfera elettrica, carica di aspettative. Il tridente delle meraviglie, composto da Cavani, Pandev e Hamsik, è pronto a incendiare la partita
Basta un attimo, o meglio, due minuti, per sbloccare l’incontro. Hamsik, lanciato a rete, viene atterrato in area. Il fischio dell’arbitro è secco, non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta il Matador, Edinson Cavani, che con freddezza spiazza il portiere emiliano e fa esplodere di gioia lo stadio. Il Napoli è già in vantaggio, e la strada sembra in discesa.
Il Parma non si arrende e prova a riorganizzarsi, ma la serata è tutta del tridente azzurro. Al 38′ un’azione corale da manuale porta al raddoppio. È ancora Hamsik a rifinire per Pandev, che con un sinistro preciso e potente non lascia scampo al portiere avversario. Il Napoli domina e sembra in pieno controllo del match.
Tuttavia, il calcio sa essere imprevedibile. Nella ripresa, un lampo improvviso del Parma riaccende la speranza per i gialloblù. Al 5′ minuto, un tiro di Parolo viene deviato e si insacca in rete. Il San Paolo trattiene il fiato: la partita è riaperta e il risultato è di 2-1.
A rimettere le cose a posto, in maniera definitiva, ci penserà il giovane talento Insigne. Subentrato a un Cavani stremato, il “Magnifico” non tradisce le attese. Al 77′ minuto, su assist di Pandev, Insigne controlla splendidamente il pallone e, con un tiro a giro, fulmina il portiere e sigla il definitivo 3-1. Non è un gol qualsiasi: è la sua prima rete in Serie A con la maglia del Napoli, una gioia pura, il preludio di una storia d’amore che durerà per anni.
La partita si conclude così, con il Napoli che conquista tre punti fondamentali e lancia un segnale forte al campionato. Il tridente Hamsik-Cavani-Pandev ha incantato, ma il futuro ha mostrato il suo volto, quello di un giovane Insigne, pronto a raccogliere l’eredità e a diventare un’icona del club.
