Le Dieci Opinioni dopo Inter – Napoli

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Lunedì mattina: freddo in arrivo, lo svantaggio che si riduce e come al solito, ecco puntuali le nostre dieci opinioni sul match di ieri sera.

  1. LA PAROLA NON DETTA. La verità, purtroppo va detta: non era propriamente il match per lo scudetto. È “solo” la ventesima giornata ma per onore di cronaca, il risultato avrebbe potuto cambiare le sorti della Serie A indirizzando verso il discorso verso una delle due città, quella più a Nord per intenderci. Ma ieri sera, il dio del calcio aveva altri piani.
  2. DOMENICA SERA. Senza ombra di dubbio, è questo il big match della giornata. La Scala del Calcio offre un colpo d’occhio straordinario nonostante il clima rigido milanese. Resta il rammarico per l’assenza dei tifosi residenti in Campania, fermati dal divieto di trasferta, e per i soliti cori discriminatori che hanno fatto da spiacevole sottofondo alla serata.
  3. LA FORMAZIONE. Neres non recupera ma Conte non cambia: conferma il 3-4-2-1 ma alza Di Lorenzo e Politano nelle loro posizioni naturali mentre come ultima scelta nel braccetto di difesa, l’allenatore azzurro opta per Beukema. Sul 2 a 1, Conte (espulso) manda in campo Lang al posto dell’olandese.
  4. L’INTER. I nerazzurri dispongono di una rosa profonda e ricca di profili internazionali, capace di primeggiare su ogni fronte. Gli innesti estivi hanno alzato ulteriormente il tasso tecnico della squadra, eppure, nella sfida di ieri, l’undici di Chivu è apparso corto di fiato. Tra le fila avversarie, spicca la prestazione dell’ex Parma Bonny, capace di spaccare la partita con le sue accelerazioni
  5. PIOTR. Vederlo con una casacca diversa ed è dura da accettare. Tuttavia, per una strana ironia del destino, il polacco è il migliore dei nerazzurri ritornando a giocare in quel modo che abbiamo ammirato con la nostra maglia. Dai suoi piedi parte l’azione del momentaneo vantaggio nerazzurro. Esce stremato.
  6. LA PARTITA. Un primo tempo di pura intensità con entrambe le squadre che giocano il calcio migliore di tutta la Serie A. Nella seconda frazione, parte meglio il Napoli che aggredisce, va in svantaggio e poi la ripareggia dominando e mettendo alle corde l’Inter.
  7. IL RISULTATO. Contro ogni pronostico che lo vedeva vittima sacrificale, il Napoli strappa un prezioso 2-2 in casa della capolista. In una Milano gelida, la squadra ha mostrato una maturità sorprendente: pur con gli uomini contati, gli azzurri non si sono fatti intimidire, giocando alla pari contro i migliori del campionato
  8. LE PARTITE CHE CONTANO. Nelle partite che contano, si sa, la pressione per il risultato e l’ansia da prestazione possono giocare un brutto scherzo. La maturità passa anche da questo: saper gestire, incassare e colpire quando c’è la possibilità di farlo. La sintesi perfetta del match di ieri sera.
  9. L’UOMO CHIAVE. È uno scozzese, al quinto goal in campionato, alla sua prima doppietta di quest’anno. Cosa possiamo aggiungere? Ah, si… l’Inter è diventata la squadra a cui segna di più.
  10. OPINIONE FINALE. Nel buio del tunnel, mentre il rombo delle curve trema sotto i tacchetti, la freddezza trasforma la tensione in un’armatura impenetrabile. Quando calpesti l’erba, la paura svanisce: non senti più le urla, ma solo il ritmo del tuo respiro che domina il caos della partita. In quel silenzio gelido, il pallone diventa il l’unico alleato e ogni scelta, dal passaggio filtrante al tiro decisivo, diventa un atto di assoluta padronanza. Chi nun tene coraggio, nun se cocche c e femmene bell… la sintesi perfetta del match di ieri, a viso aperto contro la più forte del campionato. NERAZZURRO NON CI PENSARE, E’ STATA SOLAMENTE UNA BRUTTA SERATA

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