È una serata d’autunno, la sera del 26 ottobre 2014, e il San Paolo si prepara a vivere una partita che entrerà nella storia recente del Napoli. L’aria è elettrica, la tensione palpabile. Di fronte ci sono due squadre con ambizioni diverse: il Napoli di Rafa Benítez, che vuole risalire in classifica e consolidare le sue posizioni in Europa, e il Verona di Andrea Mandorlini, un avversario rognoso e mai banale.
La partita inizia subito a ritmi vertiginosi. Il Napoli, spinto dal suo pubblico, cerca di imporre il proprio gioco, ma il Verona è ben organizzato e pronto a colpire in contropiede. La prima vera emozione arriva al 19′, quando il Verona si porta in vantaggio con una giocata di classe. Brivido al San Paolo: il difensore Marques sfrutta un’incertezza della difesa azzurra e con un tocco morbido e preciso scavalca Rafael. Il 1-0 del Verona è un fulmine a ciel sereno.
Sembra che la serata possa diventare complicata per il Napoli. Ma la reazione degli azzurri è immediata e rabbiosa. Sette minuti dopo, al 27′, è il capitano, il simbolo di quella squadra, a suonare la carica. Marek Hamsik riceve palla, si coordina e con un tiro potente e preciso da fuori area fulmina il portiere Rafael. Un gol che accende la scintilla e riaccende le speranze del pubblico.
Ma il Verona è un osso duro. Nonostante il pareggio, gli ospiti non si arrendono e al 35′ si riportano clamorosamente in vantaggio. Un’azione travolgente del Verona si conclude con un tiro di Nico López che non lascia scampo alla difesa azzurra. Il 2-1 del Verona fa calare un silenzio preoccupato sul San Paolo.
È a questo punto che si manifesta la forza di un gruppo, e in particolare di un uomo. Al 38′, il Napoli pareggia ancora: Higuaín, il Pipita, sfrutta un’occasione in area e con freddezza insacca il 2-2. È un’ondata di emozioni, un’altalena di gol. Si va negli spogliatoi sul 2-2, con la sensazione che possa succedere di tutto.
La ripresa è un monologo del Napoli. È come se il doppio svantaggio e il pareggio avessero liberato un’energia inarrestabile. La squadra di Benítez entra in campo con un piglio diverso, più convinto e aggressivo. E i risultati si vedono subito.
Al 55′, arriva il gol del sorpasso. Ancora lui, Higuaín, riceve palla da un’ottima giocata di Callejon, e con un tocco geniale batte il portiere. È la doppietta personale, il 3-2 che fa esplodere il San Paolo. Ma il Pipita non si ferma. Al 63′, completa la sua serata da sogno. Sfrutta l’ennesima palla gol che gli capita tra i piedi e sigla il 4-2, una tripletta che fa impazzire il pubblico.
A questo punto la partita è un tripudio azzurro. Il Verona crolla sotto i colpi di un Napoli scatenato. Al 76′ è il turno di Callejon di mettersi in mostra, firmando il 5-2 con una rete delle sue, da opportunista. Ma la festa non è ancora finita. Al 84′, c’è gloria anche per David López, che segna il sesto e ultimo gol, il 6-2 finale. Un risultato tennistico, un’esplosione di gioia per i tifosi del Napoli.
La partita si conclude con un Napoli che ha convinto e segnato tantissimo e gli azzurri lasciano il campo con la consapevolezza
