Primo lunedì del 2026, anno nuovo ma vecchie consuetudine. Ecco le dieci opinioni sul match dell’Olimpico di ieri.
- LA PRIMA DELL’ ANNO. Come nel 2025, il nuovo anno del Napoli comincia in trasferta, contro una squadra tosta ma soprattutto ben organizzata come la Lazio. Il risultato di ieri fa ben sperare per la classifica, per la condizione fisica e per il morale visto che gli azzurri non vincevano da 6 incontri contro la squadra della capitale. Che sia un buon auspicio… ricordate cosa è accaduto l’anno scorso?
- IL GIRO DI BOA. Siamo arrivati quasi alla fine del girone di andata e confrontando le statistiche attuali con quelle dell’anno precedente si denota un’involuzione del nostro campionato e soprattutto del ruolino di marcia della squadra scudettata la quale, nonostante le sconfitte, è ancora lì, nel calderone delle prime tre a solo un paio di lunghezze dalle milanesi. E considerando che domenica siamo ospiti dell’Inter, il campionato è ancora aperto con il Napoli che ha il vantaggio di avere un saldo positivo negli scontri diretti e il Milan al San Paolo. AVANTI FINCHÉ NON E’ FINITA.
- LA FORMAZIONE. Aspettando il rientro di qualche infortunato, Conte non rischia e schiera il 3-4-2-1 confermando la formazione della vittoria di Cremona. Ancora panchina per Buongiorno, sorpassato nelle gerarchie da Juan Jesus. Con una rosa striminzita causa le assenze dell’ultimo minuto, i cambi di Conte sono scrupolosi come quando al 70esimo inserisce Mazzocchi per Neres infortunato. Dal 75esimo in poi dentro anche Buongiorno, Lang, Gutierrez e Ambrosino (esordio in trasferta per il prodotto del vivaio azzurro).
- LA LAZIO. E’ forse la vera sorpresa di questo campionato. Con il mercato bloccato e la cessione di Castellanos, i biancocelesti tra alti e bassi sono lì, a una manciata di punti dalla zona Europa. É ormai una squadra matura che ha compreso e assimilato i concetti e i diktat del suo allenatore e che a tratti, gioca un buon calcio, riuscendo a mettere in difficoltà le avversarie. Continua a crescere il francese Guendouzi, il perno e il faro del centrocampo laziale. Da rivedere la tenuta mentale dei romani che dopo la partita di ieri, registrano un record negativo per quanto riguarda le espulsioni.
- SARRI. La memoria e i ricordi giocano brutti scherzi…eppure ogni tifoso napoletano ha un legame quasi viscerale con l’attuale allenatore della Lazio: con lui, i migliori (forse) anni della storia recente azzurra e a qualcuno brucia ancora lo scudetto scippato dei 91 punti. Poteva andare meglio? Sicuramente. Mai nemici Maurizio, mai!
- LA PARTITA. Partita molto tattica con entrambe che si accende grazie alle ripartenze veloci. Proprio la rapidità sulle corsie esterne è stato il fattore più importante, creando le occasioni più pericolose del match dell’Olimpico. Più aggressiva la Lazio nella ripresa ma il Napoli resiste ed è bravo anche a raffreddare la gara per evitare il ritorno dei biancocelesti.
- IL RISULTATO. 2 a 0 Napoli più una traversa da entrambe le parti. Il Napoli ha dominato nelle due fasi dimostrando le sue qualità tecnico – tattiche. Da sottolineare il quarto clean sheet dal dopo la sconfitta con l’Udinese.
- IL MERCATO. Una piccola parentesi va fatta anche sul mercato. L’unica certezza per questa sessione di riparazione è che il Napoli è costretto ad operare a saldo zero, in poche parole CEDERE PER ACQUISTARE. Se in entrata, ci sono solo nomi e qualche suggestione come Goretza e il possibile ritorno (in prestito) di Raspadori, in uscita ci sono sicuramente Lucca (che non ha convinto allenatore e ambiente), Vergara e Marianucci (entrambi in prestito) e Mazzocchi. Sotto osservazione la situazione di Lang, nella lista dei desideri del Galatasaray.
- L’UOMO CHIAVE. Non propriamente un nome, ma il reparto, per l’esattezza la catena di destra. Il ritorno di Politano ha dato una sferzata fresca al gioco del Napoli e Matteo ha dimostrato di sentirsi a suo agio in quella posizione. Imprevedibilità e velocità le parole chiave della fascia di destra con gli interpreti che giocano a memoria, sfruttando anche le sovrapposizioni come quelle di Di Lorenzo e gli inserimenti di Neres.
- OPINIONE FINALE. Sii te stesso; tutti gli altri sono già stati presi. La nota frase di Wilde è la sintesi perfetta di questo Napoli che ormai ha trovato la propria dimensione e la propria identità e sta continuando su questa linea, senza disdegnare e dimenticare quanto di buono ha costruito fino a questo momento. NOI STESSI ANCHE PER RICORDARE A TUTTA L’ITALIA CHI HA IL TRICOLORE SUL PETTO e con la partita dell’Olimpico, con quella capacità di dominare in lungo e in largo, con la fame agli occhi (per informazioni, chiedere a Pasquale Mazzocchi di Barra) abbiamo dimostrato di meritarcelo.
