L’occasione sprecata

3 Minuti di lettura

Il Napoli di Vujadin Boškov torna a casa dallo Zini con un pareggio che, nonostante sia il primo punto esterno del 1996, lascia l’amaro in bocca. Il 1-1 finale è il risultato di una partita dalle due facce, dove gli azzurri hanno illuso nel primo tempo per poi non riuscire a chiudere i conti, lasciando la porta aperta alla reazione grigiorossa.

La gara sembra mettersi subito sui binari giusti per i partenopei. Al 5′ minuto, un’azione veloce porta Davide Buso a segnare la rete del vantaggio, un gol che sembrava poter spianare la strada per una vittoria che avrebbe allontanato definitivamente le paure della parte bassa della classifica. La squadra azzurra, forte del risultato, controlla il campo, ma non riesce a dare il colpo di grazia. La Cremonese, rinvigorita dal proprio pubblico, comincia a crederci. Il portiere Giuseppe Taglialatela, che in altre occasioni si è reso protagonista, è chiamato agli straordinari, respingendo un paio di conclusioni insidiose.

Il pareggio dei padroni di casa arriva al 22′ con Andrea Tentoni, una rete che nasce da una disattenzione difensiva e che riequilibra le sorti dell’incontro. Da quel momento, il Napoli non riesce più a imporre il proprio gioco. Nonostante la filosofia di Boškov, votata alla concretezza, la manovra offensiva stenta a decollare e i tentativi di riportarsi in vantaggio si fanno sempre più rari e imprecisi.

Nel secondo tempo, la musica non cambia. Anzi, la Cremonese si fa più audace e pericolosa, e i brividi corrono sulla schiena dei tifosi azzurri. L’estremo difensore partenopeo, Taglialatela, si oppone con decisione a un tiro di Maspero e salva la porta su altre incursioni. Il finale è una sofferenza, con la Cremonese che sfiora il colpo del k.o. con un colpo di testa dello stesso Maspero che esce di un soffio.

Il fischio finale dell’arbitro decreta un pareggio che, per il Napoli, è un’occasione sprecata. L’aver fallito l’opportunità di conquistare l’intera posta in palio contro una diretta avversaria per la salvezza rende il risultato più una sconfitta morale che un punto guadagnato. La squadra di Boškov, pur conservando una posizione di relativa tranquillità, non è riuscita a dare un segnale di forza e continuità, lasciando il popolo azzurro con il dubbio di un’annata ancora troppo altalenante.

Share This Article