Dieci opinioni dopo Benfica – Napoli

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Quinta giornata di Champions e il Napoli perde a Lisbona ma è ancora in corsa per la qualificazione al turno successivo. Ecco le nostre Dieci Opinioni sul match del Da Luz. 

LA CHAMPIONS. È la Champions e riecco quella maledetta voglia di mettersi in gioco a livello internazionale, di trovare continuità anche al di fuori dei confini italiani e soprattutto, ritorna quello spirito che mira a consacrare il Napoli nell’Olimpo delle squadre più forti d’Europa. Il sogno di quando eravamo bambini e il nostro pensiero fisso di quando siamo ormai diventati grandi.

LA FORMAZIONE. I troppi infortuni, gli uomini contati, i troppi impegni ravvicinati e al Da Luz, il Napoli scende in campo con la miglior formazione possibile che per ironia della sorte, sono gli stessi 11 che si sono (ri)presi la vetta della classifica di Serie A: il tridente Lang-Hojlund-Neres; centrocampo a due con McTominay e il jolly Elmas mentre il terzetto di difesa formato da Buongiorno, Rrahmani e Beukema.

CONTE. Pronto per un processo di beatificazione. L’allenatore del Napoli perde i suoi punti chiave, da agosto, ed è costretto a reinventarsi e reinventare la sua formazione tipo un’ infinità di volte, passando due volte nella polvere e due volte sull’altar. Un leone in gabbia e in panchina, come un giocatore incallito guida i suoi tracciando le infinite vie del campo. Conte è come quel capitano che guida la propria nave nelle intemperie, contro il vento e contro le condizioni avverse.

LA PAZIENZA. È la virtù dei forti ed è quella che il Napoli, almeno in Europa, non ha. Al completo, la storia poteva andare diversamente…ma si sa, questa stagione è ormai in preda alla malaciorta.

CHIAMA NAPOLI 081. Mobilitazione generale in Portogallo, causa sciopero dei mezzi di terra e di aria ma questo non ha fermato la voglia e la passione dei napoletani che fin dalle prime ore di martedì hanno invaso la città lusitana. Ed è in questi momenti che la squadra va sostenuta, in particolar modo vista la classifica corta di questa nuova formula della Champions e che nonostante un percorso altalenante, gli azzurri sono lì, ad un passo dagli ottavi. E come sempre, se in vena, sono più rumorosi dei locali.

LA PARTITA. Spinto dai 60 mila del Da Luz, Il Benfica gioca meglio e sfrutta al meglio le disattenzioni azzurre. Napoli a tratti aggressivo ma mai incisivo dalla parti di Trubin, forse anche a causa della stanchezza e delle scorie del big match di campionato. A punti, forse, sarebbe stato un pareggio.

IL RISULTATO. Giusto, per quello visto in campo, forse un po’ troppo severo considerando il gap tra le due compagini. Si cresce e si matura anche così.

IL BENFICA. Una sola vittoria in questa Champions per una squadra che non si esprime al massimo del suo reale potenziale e Mourinho, grande comunicatore quale è, in conferenza stampa fa pretattica tessendo le lodi degli avversari ma creandosi un alibi per la partita. Ma al netto della dialettica, il Benfica è un mix tra l’esperienza (Otamendi) e gioventù (Rios, Sudakov, Prestianni e Barrenechea). Giocatore da tenere d’occhio in chiave mercato: Barreiro, angolano naturalizzato lussemburghese molto abile nello sfruttare lo spazio in campo aperto, viste le sue doti atletiche.

ED ORA? Nulla è ancora perduto, o meglio, la speranza di qualificazione è appesa ad un filo con il Napoli che attualmente occupa il penultimo posto utile per gli spareggi, a pari punti con il Copenaghen. E a gennaio, indovinate contro chi gioca il Napoli? Sempre con quella fiducia di poter recuperare qualcuno.

OPINIONE FINALE. Il tifoso, proprio come l’amante devoto, compie un sacrificio volontario. Sa che ci saranno notti insonni e delusioni cocenti. È purtroppo il Napoli in Europa…eppure, la fedeltà è assoluta, immune a risultati mediocri. Ma quella maglia mantiene vivo l’investimento emotivo e in entrambi i casi, mettiamo la nostra felicità in mani esterne e incontrollabili. Ma forse è proprio in questa volontaria accettazione della sofferenza che si cela la vera, irrazionale, bellezza della passione umana e quindi dell’essere tifosi.

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