Dieci Opinioni dopo Napoli vs Juventus

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Il Napoli di Conte supera la Juventus del grande ex Spalletti in una partita infinita, e ritorna ad occupare il primo posto in attesa del Milan. Ecco le nostre Dieci Opinioni sulla gara del Maradona.

3-4-3 e scelte obbligate
Oramai è un dato di fatto da settimane, e dopo lo stop anche di Lobotka, le scelte di formazione sono sostanzialmente obbligate: Elmas al posto dello slovacco in regia, e poi per l’ennesima partita consecutiva il Napoli si affida allo stesso 11 iniziale, con possibilità di cambi davvero ristrette. Servirà tirare avanti fino a gennaio almeno, ma va fatto un grande applauso ai ragazzi che stanno dando tutto, davvero tutto per questa piazza: è in questi momenti di emergenza che il grande livello umano di questo gruppo esce fuori, rendendo orgoglioso un popolo intero.

Conte vs Spalletti e il rapporto con Napoli
Due uomini che hanno segnato la storia recente del Napoli, con due scudetti vinti in maniera totalmente opposta: uno con un calcio di stampo europeo e con grande anticipo e dominio, l’altro vinto all’ultima giornata e con sacrificio durante l’intera stagione. La grande leggenda ex Juve che da due anni guida il Napoli, e l’uomo che ha riportato lo scudetto a Napoli che ora guida l’avversario storico. Oltre tutti gli incroci e rivalità, Conte e Spalletti sono due uomini e tecnici accomunati da valori, dalla ossessione per il calcio e per il lavoro di campo, dalla passione viscerale per il pallone. Stasera hanno regalato l’ennesimo capitolo di una rivalità senza fine, e da tifosi non possiamo fare altro che ringraziare ad entrambi per tutte le emozioni regalate in questi anni.

Il ribaltamento dei ruoli tra Napoli e Juve
Per anni e anni la Juve è stata la squadra da battere, il modello da seguire, la prima forza di Italia. Per anni e anni il Napoli ha inseguito e fallito il tentativo non solo di vincere, ma anche di prendersi il ruolo di favorita occupato dalla Juve. Negli ultimi 5 anni la gerarchia è stata totalmente ribaltata, e stasera arriva l’ennesima conferma: il Napoli è nettamente avanti in tutto a questa Juve, e anche in emergenza porta meritamente a casa il duello, ribadendo oramai il suo ruolo di favorita tra le due, e dell’intera Italia come campioni in carica.

La partita di Elmas
Chi mastica il pallone, sa perfettamente la difficoltà di calarsi nel ruolo di primo organizzatore del centrocampo di una squadra, soprattutto se per natura calcistica quel ruolo non è stato mai coperto in carriera. Ebbene Elmas non si cura di ciò, e sforna l’ennesima grande prestazione da regista basso, senza dimenticare la fase offensiva e l’immenso lavoro sporco nella fase passiva. Mai visto prima il livello di consapevolezza raggiunto, e siamo sicuri che l’effetto Conte su questo Diamante continuerà a portare frutti dolcissimi.

Il Napoli e la voglia di complicarsi la vita
Come contro il Cagliari, e come in altre partite, il Napoli continua ad avere fasi di gara dove fatica a restare sul pezzo, con la stanchezza fisica accumulata che sicuramente non aiuta: così che arriva sistematicamente il gol avversario che complicata tutto. Ma ciò che continua a fare riflettere, e che il Napoli sistematicamente non solo reagisce e rimonta, ma che sembra avere ancora più benzina di prima: bisogna risolvere questi cali di concentrazione e attenzione, prima che costino punti preziosi in un campionato che verrà deciso fino alla fine.

Neres e l’anno della consacrazione
Da panchinaro di Politano a titolare inamovibile, da uomo che doveva entrare nel finale per spaccare la partita a l’uomo intorno a cui ruota una intera squadra. Il percorso sotto Antonio Conte è partito la passata stagione, e quest’anno sta arrivando alla maturità piena: è il giocatore che fa saltare l’equilibrio, che punta e ubriaca gli avversari, che rifinisce e serve assist al bacio per la punta, che svaria costantemente e costantemente torna a difendere. La qualità non era mai stato il problema, e ora questa maturità calcistica raggiunta consacra il brasiliano come uno degli esterni più forti e completi all’interno dell’intero panorama calcistico europeo. Complimenti David, te lo sei meritato.

Hojlund e la lezione da numero 9
Una partita che è l’immagine di cosa vuol dire essere un 9 nel calcio moderno: primo uomo a pressare, capacità di venire incontro e legare il gioco, scatti continui in verticale e fame di gol in area di rigore su ogni palla giocata. A tutto ciò unisce una determinazione, una voglia matta di dimostrare il suo valore, e stasera conferma quello che tutti sapevamo già: è lui l’eletto per guidare il Napoli nel presente e nel futuro.

L’uomo in più col Maradona
17 partite consecutive in casa senza perdere, statistica che forse non rende completamente giustizia a cosa vuol dire per un avversario venire a giocare in casa del Napoli: dal primo ingresso in campo fino all’ultimo pallone giocato, questo popolo lotta accanto ai suoi ragazzi, pronto a dare una mano nei momenti di difficoltà, ad intimorire chi viene a sfidare questa squadra, e soprattutto a gioire delle giocate e dei gol dei suoi beniamini. Un rapporto viscerale che non ha rivali, e che spinge a dare quel qualcosa in più che fa la differenza: un amore senza fine, e che porta a vincere e sognare fino alla fine.

Conte e la squadra
La passata stagione era evidente che allenatore e gruppo fossero un solo corpo compatto, coesione che ha portato a festeggiare uno scudetto storico e inaspettato. In questo avvio di stagione, al contrario, il rapporto Conte e squadra era apparso logoro, finito e pronto ad esplodere, e l’emergenza infortuni sembrava essere l’ultima goccia. Invece nel momento di maggior difficoltà Antonio è stato capace di ricompattare l’intera squadra, e soprattutto a livello umano sembra esserci una armonia e comunione di intenti che permette di dormire sogni tranquilli: il Napoli è nelle mani di un grande Comandante.

Ci sono emozioni che solo il Napoli può regalare
Ci sono partite che hanno un sapore diverso, che producono brividi e adrenalina al solo pensiero, che spingono a soffrire su ogni pallone e a sognare a ogni azione. Ci sono domeniche sere che solo il Napoli può regalare, emozioni che solo chi fa parte della storia d’amore senza fine col Napoli può provare, è una questione di appartenenza, di pelle e di destino. Il Napoli è come la mamma, come il papà, come il primo amore, come la fede: non si discute, non si abbandona, si ama ciecamente e follemente, senza limiti e condizioni. E il Napoli ripaga con quel qualcosa che solo il Napoli può dare, e chi vive il calcio sa che nulla è come questo dono. Grazie di tutto, Napoli.

 

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