Il ritorno di Spalletti al Maradona non ha portato fortuna ai tifosi bianconeri. Le dichiarazioni di Antonio Conte hanno evidenziato una gara in cui il Napoli ha saputo confermarsi, lasciando la Juventus con più interrogativi che soddisfazioni.
La vittoria più importante fino ad ora?
“Sicuramente abbiamo iniziato con impegni probanti, l’Atalanta in casa poi il Qarabag che non potevamo sbagliare, squadre di livello importante come la Roma che era in testa abbiamo avuto l’impegno di Coppa Italia e siamo andati avanti: oggi c’era una grande squadra come la Juventus. E’un calendario che ora ci pone il Benfica. Mi sento di dire grazie ai ragazzi perché in un momento di difficoltà oggettiva, e si è aggiunto Lobotka che ho tenuto a riposo e ha avuto un problema nell’attivazione pre-partita sono situazioni che ammazzerebbero chiunque ma non stanno ammazzando noi, va dato merita ai calciatori che si sono assunti grandi responsabilità, con una crescita come uomini prima ancora che calcistica: è la cosa più bella lo spirito, l’entusiasmo contagioso che esce da loro è abbastanza evidente, altrimenti non fai cinque vittorie contro queste squadre in un momento di difficoltà come disponibilità numerica”.
“La squadra ha reagito e sta reagendo continueremo questo tipo di situazioni e speriamo a breve di recuperare Gutierrez, mi auguro che altre due partite poi Lobotka recuperi. Gli altri sono un po’ lungodegenti, però ribadisco che questi ragazzi stanno facendo qualcosa di cui il tifoso deve andare orgoglioso, è una situazione che potrebbe ammazzare chiunque: una crescita lampante come responsabilità assunte, è stato capito il momento da tutti anche da chi gioca di meno, da Vergara, Ambrosino, Mazzocchi. Juan Jesus che è uno dei leader dello spogliatoio. Posso solo dirgli grazie, è merito esclusivamente loro. Uno può indicare la rotta e capire se non è quella giusta, loro la stanno seguendo senza paura ed esitazioni, con coraggio e responsabilità e senso d’appartenenza. Questo deve essere il messaggio vero per il tifoso al di là della vittoria. Facile dire vogliamo vincere, poi c’è l’avversario e tutto il resto. Noi ci prepariamo ma nelle grandi difficoltà il tifoso deve essere contento di chi li rappresenta in campo, dal primo all’ultimo”.
Siete padroni di voi stessi?
“Sì, cerebrale. La testa è sempre importante, c’è testa cuore e poi le gambe. La testa è grande, è importante e sta facendo vedere che nonostante difficoltà oggettive e giocatori che mancano, faccio un esempio: Elmas aveva giocato in Coppa Italia in modo strepitoso, ha corso più di 12 chilometri La squadra ha messo in campo tanta energia, l’aspetto cerebrale è quello più importante perché poi vedi step di crescita che ti lasciano tranquillo nelle difficoltà. lo non sono tranquillo ci sono tante partite da fare e dobbiamo affrontarle con la soluzione giusta, mantenendo i nostri obiettivi nel mirino”.
Dalla partita contro il Bologna ci sono state risposte positive sul piano della personalità?
“In un momento di grande difficoltà questi ragazzi sono cresciuti, questa cosa mi dà gioia e mi rende molto felice. Il calciatore arriva fino ad un certo punto, nelle difficoltà c’è l’uomo. Se non c’è l’uomo, fai fatica e spesso sprofondi. Invece noi ci siamo ancora di più responsabilizzati, non era una cosa semplice e normale. lo ho fatto il calciatore, so benissimo che non è semplice e mi sento di ringraziarli perché si vede che c’è uno spirito, sprizzano energia, credono in ciò che fanno, in questo momento non abbiamo paura di niente e di nessuno e non era scontato dopo cinque partite dove potevamo lasciarci le penne”.
Chiudere il 2025 con l’imbattibilità al Maradona?
“Giocare al Maradona è una spinta emotiva importante, sappiamo cosa significa anche per l’avversario. Noi ci teniamo a continuare questa situazione, l’annata si chiude così e siamo molta contenti”.
