Dieci Opinioni dopo Napoli vs Cagliari

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Il Napoli vince contro il Cagliari in Coppa Italia in una partita infinita, e la parola fine arriva dopo dei calci di rigore da brividi. Le nostre Dieci Opinioni sulla gara del Maradona.

LA CONFERMA DEL 3-4-3
Conte conferma il modulo che ha fatto la differenza nelle ultime gare, lanciando un indizio importante anche per il futuro: questa è la strada tracciata, e i risultati danno ragione al mister e alle sue scelte.

COSA CI INSEGNA IL TURNOVER DI CONTE
Nonostante i tanti, davvero tanti infortuni, il Napoli che è sceso in campo contro il Cagliari è una squadra totalmente rivoluzionata, con gli ingressi anche dei giovani Vergara e Ambrosino. Questo ci ricorda che la rosa è, o meglio era lunga: a gennaio servirà intervenire sul mercato, specialmente per il centrocampo, ma fino ad allora ogni singolo elemento dovrà essere utilizzato per affrontare al meglio ogni impegno, proprio come fatto contro il Cagliari.

IL BATTESIMO DI VERGARA
L’assist per Lucca è sicuramente l’immagine più limpida della partita del giovane centrocampista di Conte, ma a ben vedere tutta la gara è stata un manifesto delle sue qualità: eleganza nei movimenti, aggressività nel recupero palla, inserimento costante in fase offensiva, classe e tecnica cristallina nelle giocate. Con l’emergenza a centrocampo, questo è il suo momento per prendersi un posto tra i grandi del centrocampo del Napoli.

LUCCA E NAPOLI
Il gol è sicuramente frutto del pezzo forte della casa, quella capacità di incidere fisicamente nelle situazioni di lotta. Ma la partita conferma come Lucca sia quasi un corpo estraneo rispetto al resto della squadra, e come anche a livello di mentalità sia lontano dal resto del gruppo. I fischi all’uscita sono frutto della sua partecipazione in negativo al gol del Cagliari, ma in realtà sono la cartolina di un amore non scoppiato: tempo fino a gennaio, quando poi il mercato potrebbe segnare la separazione tra Napoli e Lucca dopo solo pochi mesi.

L’AVVERSARIO
Bisogna essere onesti: soprattutto per il secondo tempo, complimenti al Cagliari. Non una gita, non vittima sacrificale, ma al contrario i ragazzi di Pisacane sembrano esaltarsi all’idea di compiere il miracolo e buttare fuori i campioni di Italia. L’immagine è il gol di Esposito, che arriva grazie a un rimpallo favorevole, ma che è anche frutto della cattiveria sportiva dimostra dall’inizio fino all’ ultimo rigore. Dall’ altro canto però il Napoli col Cagliari finisce sempre per celebrare qualcosa, e anche questa volta non è andata diversamente…

L’INGRESSO DI MCTOMINAY
Non il migliore impatto possibile, data la partecipazione in negativo al gol del Cagliari, ma nonostante ciò sfiora il gol in due occasioni, la seconda sempre con una girata volante oramai diventata marchio di fabbrica, e poi realizza uno dei rigori decisivi. Una giornata di lavoro part-time per l’uomo decisivo di Conte.

IL NAPOLI E I CLASSICI CALI DI CONCENTRAZIONE
Non è la prima volta, e nemmeno una novità, ma in alcune fasi della gara il Napoli sembra non tanto calare fisicamente, ma quanto mentalmente, non riuscendo a reagire e rientrare in quel determinato momento della partita, dando di conseguenza il fianco agli avversari, come successo col gol subito dal Cagliari. La nota positiva, e che fa riflettere, e che poi successivamente all’evento negativo del gol subito, il Napoli reagisce e dimostra di saper tornare sul pezzo, portando la partita a casa. La domanda resta aperta sulla causa di tali cali di concentrazione: sicuramente la stanchezza fisica incide, ma l’impressione è che il Napoli paghi, tra le altre cose, il dispendio mentale nel fare la partita, per poi perdere lucidità in alcune situazioni. Dettagli su cui lavorare, per arrivare fino in fondo in ogni partita e competizione possibile.

LA PARTITA DI SAVIC
Se durante la gara è stato chiamato raramente in causa, e sul gol non poteva nulla, i calci di rigore sono la spiegazione del perché Antonio Conte l’ha voluto a Napoli: para uno dei rigori decisivi, e con un siluro supera Caprile quando si prende anche la responsabilità di battere uno dei rigori. Un uomo, prima che un giocatore, che è creato per la lotta e per i momenti dove servono forza e leadership, e stasera forse si prende definitivamente il ruolo di primo portiere del Napoli.

CONTE E L’OSSESSIONE PER LA VITTORIA
L’allenatore azzurro prepara il primo tempo in base ai giocatori scelti con il turnover, per poi sapere scegliere il momento giusto per inserire i titolari e addirittura restare ultra offensivo con Politano come quarto di centrocampo. Ma più che tatticamente, stasera Conte la vince con il suo marchio di fabbrica: l’ossessione per la vittoria, indipendentemente da avversario e competizione. Entra nella testa dei suoi, e li guida nel momento decisivo dei rigori. Vederlo a bordo campo lottare con i suoi regala l’immagine esatta della passione di quest’uomo, oramai un tutt’uno con il Napoli e Napoli. Un solo Comandante al timone.

LE EMOZIONI E I BRIVIDI DEI RIGORI
Uno dei momenti più belli che il calcio è in grado di regalare, i calci di rigore sono per cuori forti, per tifosi pronti a soffrire con la propria squadra, per calciatori che sanno caricarsi le responsabilità sulle spalle. Napoli e Cagliari hanno regalato uno spettacolo denso di brividi e emozioni, con rigori calciati di grande livello, con errori quasi decisivi come con Neres e Felice, e con l’urlo di Buongiorno all’ultimo decisivo rigore a regalare i quarti di Coppa Italia al Napoli, spezzando la maledizione degli ottavi per gli azzurri. Il Napoli conferma il momento positivo, e dopo la vittoria contro la Roma, si prepara al meglio al prossimo big match contro la Juve di Spalletti. Stasera serviva non solo confermare il gioco o il passaggio del turno, ma soprattutto caricare ancora di più questo gruppo a livello umano: questi ragazzi sono disposti a tutto per il Napoli, e Napoli li accompagna verso una stagione ancora tutta da scrivere, ma che promette di regalare ancora altre emozioni come quelle vissute al Maradona.

 

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