Lunedì mattina, primato e Roma espugnata. Ecco le nostre dieci opinioni sul match della capitale.
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IL PRIMATO. Guardare tutti dall’alto, seppur in coabitazione con il Milan, ha un sapore dolcissimo. Il Napoli espugna l’Olimpico con il minimo scarto e massima resa, riprendendosi quella vetta che mancava da qualche settimana. Un segnale forte al campionato: lassù non siamo ospiti, siamo padroni di casa (e in Italia).
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DAVID NERES. L’uomo della provvidenza ha il passo felpato e il sorriso brasiliano. Terzo gol consecutivo, e questo pesa come un macigno. La sua rete al 36′ è un misto di freddezza e tecnica: scatto bruciante sul filo del fuorigioco, su assist del danese, e palla in buca. Secondo le statistiche, è la su migliore resa degli ultime 4 anni. Esce stremato.
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ANTONIO CONTE. “Brutti, sporchi e cattivi”? Forse. Ma terribilmente efficaci. Il mister ha plasmato una squadra a sua immagine e somiglianza: capace di soffrire quando la Roma premeva (senza mai sfondare davvero) e letale nel colpire al momento giusto. Ha incartato Gasperini con una lezione di pragmatismo.
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LA DIFESA DI FERRO. Il trio Beukema – Buongiorno – Rrahmani è ormai un muro invalicabile. L’attacco giallorosso ha sbattuto costantemente contro la retroguardia azzurra, e anche quando la Roma cercava l’imbucata, c’era sempre una gamba, una testa o un anticipo a dire di no. Clean sheet all’Olimpico: merce rara e preziosa.
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IL MURO SERBO. Se Neres ha messo la firma sul gol, Milinkovic-Savic ha messo il sigillo sulla vittoria. Quell’intervento su Baldanzi all’89’ vale quanto un gol fatto. Un riflesso felino che ha strozzato in gola l’urlo del pareggio ai giallorossi e ha salvato due punti vitali.
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L’ASSIST DI HOJLUND. Manca il goal al danese, ma il suo è un lavoro oscuro ed encomiabile. L’assist per Neres è l’emblema del 9 contiano, ma è la sua lotta continua contro i centrali della Roma che ha aperto gli spazi. Si è sacrificato per la squadra, uscendo stremato.
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IL FATTORE GASPERINI. La Roma di Gasperini ci ha provato, ma è apparsa spesso sterile nel possesso. Il tecnico giallorosso perde l’ennesimo scontro diretto e la sua squadra scivola indietro. Per il Napoli, battere una diretta concorrente (o presunta tale come la stampa ha amato definirla nelle ultime settimane) in casa loro è la prova di maturità che serviva.
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LANG. Eccolo! Finalmente l’olandese è apparso nella sua forma (quasi) migliore; una spina nel fianco per il dirimpettaio giallorosso ed oltre ad una buona dose tecnica, Noa ha dimostrato anche un’ottima vena difensiva, raddoppiando e aggredendo il portatore di palla di turno della squadra di Gasperini.
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LA CLASSIFICA CORTA. Con l’Inter che vince a Pisa e il Milan che non molla, la Serie A 2025-26 si conferma una tonnara. Essere lì davanti, a quota 28 punti agganciati al Diavolo, permette di lavorare con serenità, ma è vietato distrarsi. La concorrenza è spietata.
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LE BALLATE LIRICHE. Essere tifosi del Napoli è come essere uno di quei poeti romantici inglesi del 1700/1800: intravedere il Sublime in un prato verde, sentire l’Infinito in un fischio finale, ed essere coscienti che quella maglia (nella sua forma più cruda e reale) è la sola cosa per cui valga la pena cantare. Potremmo dire emotion recollected in tranquility, o meglio, l‘essenza del romanticismo inglese, quell‘emozione che si vive a caldo, ma la poesia nasce quando la si ricorda con calma. Nel tifare il Napoli, questo è il “mito”: il racconto delle partite leggendarie tramandato di padre in figlio anni dopo l’evento, e quella di ieri, di certo, difficilmente sarà dimenticata. GIORNATA STORTA?
