Lecce, 25 aprile 2012 – In una giornata di sole al Via del Mare, il Napoli compie un passo fondamentale verso il sogno Champions League, superando un Lecce grintoso con un secco 2-0. Non è stata una passeggiata per gli uomini di Mazzarri, ma la loro efficacia sotto porta ha fatto la differenza in un match cruciale per entrambe le squadre, seppur con obiettivi diametralmente opposti.
Il copione della partita si scrive subito, con il Napoli che trova il vantaggio già al 5′ minuto. È una perla di Marek Hamsik, che su punizione battuta da Inler, si coordina perfettamente al limite dell’area e scarica un destro al volo che si infila imparabilmente alle spalle di Benassi. Un gol che accende subito il match e taglia le gambe a un Lecce che, pur non demordendo, si trova costretto a inseguire.
I salentini di Serse Cosmi reagiscono, dimostrando di non voler cedere il passo. Le occasioni più importanti arrivano dai piedi di Luis Muriel e David Di Michele, che mettono a dura prova la difesa azzurra. In particolare, Muriel ha una grande chance nel primo tempo, ma la sua conclusione a tu per tu con De Sanctis viene respinta dall’estremo difensore del Napoli, che si conferma uno dei protagonisti della giornata.
Nella ripresa, il Napoli chiude i giochi. Al 51′ minuto, un’invenzione di Goran Pandev mette in condizione Edinson Cavani di involarsi verso la porta avversaria. Il Matador, con un tocco di fino, scavalca il portiere e mette in rete il pallone del 2-0. Per lui, un gol importante che lo consolida tra i marcatori più prolifici del campionato e festeggia il suo 100° gol in Italia.
La vittoria consente al Napoli di sorpassare la Lazio e di agguantare il terzo posto in classifica, in piena zona Champions. Una posizione che i partenopei, galvanizzati dal trionfo in Coppa Italia, non vogliono più lasciare. Per il Lecce, invece, la sconfitta è una doccia fredda che complica ulteriormente il cammino verso la salvezza. Nonostante la buona volontà e un gioco a tratti piacevole, la squadra di Cosmi paga a caro prezzo gli errori difensivi e la poca concretezza in attacco.
Il fischio finale dell’arbitro Tagliavento sancisce il successo del Napoli, che può continuare a sognare in grande, mentre il Lecce cominciò a fare i conti con una classifica sempre più difficile e un’amara lotta per non retrocedere.
