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La origini della televisione: l’affermazione di un mezzo di comunicazione di massa

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2026 13:04
di Maria Rosaria Pacella
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4 Min Read

La televisione è uno dei mezzi di comunicazione più diffusi a livello mondiale e nonostante sia un’invenzione relativamente recente, è diventata una presenza fissa nelle case e ha inciso profondamente sull’evoluzione culturale, sociale e politica di tutto il mondo. Inoltre, un ruolo particolarmente rilevante è quello svolto da questo media nella diffusione e nella costruzione dell’informazione.

Il 3 gennaio 1954 la RAI, Radiotelevisione Italiana, avviò ufficialmente il suo regolare servizio di trasmissioni televisive, segnando l’inizio dell’era televisiva in Italia. Lo sviluppo della tv, tuttavia, era già iniziato negli anni ’20 , in alcuni paesi europei come  il Regno Unito e la Germania, con l’invenzione dello schermo a tubo catodico.

Non bisogna pensare, però, alla tv come la conosciamo oggi: il pubblico era molto limitato, i programmi erano trasmessi solo in poche località e le immagini erano in bianco e nero. Nonostante questi limiti, gradualmente il nuovo mezzo iniziò a diffondersi. Nel 1937, la cerimonia di incoronazione di re Giorgio VI del Regno Unito fu il primo evento trasmesso in diretta televisiva.

Nello stesso periodo la televisione mosse i primi passi anche in Italia.  L’Ente italiano audizioni radiofoniche (Eiar) effettuò le sue prime trasmissioni nel 1939. La Seconda Guerra Mondiale, però, sospese lo sviluppo della tv in tutto il mondo.

La vera era televisiva iniziò infatti nel dopo guerra. Negli anni ’50 i televisori divennero un prodotto alla portata di gran parte dei cittadini in molti Paesi occidentali, in particolar modo negli Stati Uniti. Da quel momento le trasmissioni televisive esercitarono un’influenza profonda sulla società, incidendo sui comportamenti, sulle abitudini di consumo e sulle opinioni politiche, spesso più di altri mezzi di comunicazione.

Inoltre, poiché gli stessi programmi televisivi si vedono in tutto il territorio di uno Stato, la televisione è stata un potente acceleratore della nazionalizzazione delle masse, favorendo la creazione dell’identità nazionale e dello sviluppo di gusti e interessi comuni tra i cittadini di un Paese. In Italia, in particolare, le identità locali erano tradizionalmente molto radicate, la tv quindi svolse un ruolo di primo piano per i cittadini, per esempio facendo familiarizzare le persone abituate a usare solo il dialetto con la lingua nazionale.

Tra gli anni ’50 e ’70 poi furono introdotte importanti innovazioni come le trasmissioni a colori, ma la tv andò incontro a molti cambiamenti anche sul piano dei contenuti. Fin in dalle sue origini, infatti, la televisione instaurò un legame molto forte con lo sport, diventandone uno dei principali canali di diffusione. Le trasmissioni televisive portarono gli eventi sportivi nelle case di milioni di persone e favorirono la diffusione di alcune discipline, come il calcio, che conobbero una straordinaria popolarità.

La tv, inoltre, si “intrecciò” anche con il cinema, con la trasmissione di film, e divenne uno dei principali mezzi di informazione grazie alla messa in onda dei telegiornali.

Negli ultimi decenni la televisione ha vissuto poi ulteriori profonde trasformazioni.

Il passaggio definitivo dalla tecnologia analogica a quella digitale ha ampliato in modo significativo l’offerta dei canali disponibili. Parallelamente sono cambiati anche i dispositivi di ricezione: i moderni schermi al plasma e a cristalli liquidi hanno progressivamente sostituito i tradizionali televisori a tubo catodico.

Allo stesso tempo, la diffusione di internet ha messo in discussione il ruolo centrale della televisione, soprattutto nella divulgazione di informazioni e nell’intrattenimento. Tuttavia, tra i due media si è creata anche una sinergia, da un lato con i televisori interattivi (o smart tv) che consentono di accedere a servizi e portali web, dall’altro perché, attraverso internet, è possibile guardare i programmi televisivi via computer.

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