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Attualità

Il babà: viaggio di un dolce diventato leggenda

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2026 7:09
di Maria Rosaria Pacella
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4 Min Read

Il Babà è a tutti gli effetti un capolavoro indiscusso del patrimonio culinario partenopeo, ma al contrario di quanto si possa pensare, l’origine e la storia del Babà hanno radici tutt’altro che napoletane.

Il nome da cui tutto ebbe inizio è quello di Stanislao Leszczinski, re di Polonia dal 1704 al 1735, suocero di Luigi XV di Francia, che sposò la figlia Maria e dopo averlo detronizzato, ebbe il ducato di Lorena.

I pasticcieri lorensi erano soliti  servire a re Stanislao il “kugelhupf”, un dolce tipico della Lorena con fatto con farina, burro, zucchero, uova e uva sultanina. A tutto ciò veniva aggiunto il lievito di birra, ma il re non era entusiasta di questa specialità perché non aveva i denti e il dolce era troppo asciutto, e quindi decise di aggiungere al dolce uno sciroppo al rum e il risultato fu strabiliante.

Il sovrano da grande appassionato de Le mille ed una notte, al nuovo dolce attribuì il nome di Alì Babà. Dalla corte di Stanislao I, il dolce arrivò fino in Francia, dove fu chiamato solo Babà. Da Parigi giunse poi a Napoli grazie ai monsù, cuochi professionisti che rappresentavano l’incontro tra la cucina francese e quella napoletana.

Oggi il babà è uno dei dolci più famosi della pasticceria napoletana ed esistono versioni moderne che sanno sorprendere anche i palati più tradizionalisti.

Lo Chalet Ciro è proprio uno di quelli che ci propone curiose e gustose rivisitazioni di questo dolce tanto amato dal popolo partenopeo.

Il ChocoBabà, ad esempio, è pensato per chi non sa rinunciare al cioccolato. Un babà soffice e delicato, arricchito da una farcitura cremosa di panna, Nutella e cereali, poi completato da una spolverata di cacao e da decorazioni croccanti. Un dolce che unisce la morbidezza del babà all’intensità del cioccolato, creando un equilibrio perfetto di consistenze e sapori che seduce fin dal primo assaggio.

E ancora un’altra rivisitazione è proprio il Babàmisù. Un’invenzione creativa che unisce la sofficità del babà alla cremosità della panna e al sapore deciso del caffè e del cacao. L’equilibrio perfetto tra il classico dolce napoletano e il dessert al cucchiaio più famoso d’Italia.

Il Babà Vesuvio di Scaturchio, invece, è la più celebre reinterpretazione in chiave moderna: una creazione brevettata nel 1994, ispirata alla forma del vulcano, simbolo di Napoli. Farcito con crema di canditi, questo dolce iconico  unisce la tradizione pasticcera partenopea  a un design scenografico e unico.

La sua caratteristica colata di marmellata richiama un’eruzione golosa, evocando le pendici del Vesuvio in un connubio perfetto tra gusto, storia e creatività.

Dalla sua origine europea alla consacrazione napoletana, il babà racconta quindi una storia di viaggi, contaminazioni e creatività. Tra tradizione e innovazione, questo dolce continua a reinventarsi senza perdere mai la sua anima. Un dolce simbolo capace di unire passato e presente, conquistando intere generazioni.

TAGGED:babàBabà VesuvioBabàmisùChocobabàcultura culinariadolcisapori
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