Valentino Garavani, icona senza tempo dell’alta moda italiana, è scomparso il 19 gennaio all’età di 93 anni. Oggi, la camera ardente a Roma accoglie chi desidera rendere omaggio a un maestro che ha trasformato il tessuto in poesia e il colore in leggenda. La sua scomparsa non chiude una storia: celebra una vita dedicata alla bellezza, all’eleganza e a un’idea di moda che continuerà a vivere nel mondo.
Nato a Voghera nel 1932, Valentino scelse Roma come patria della sua creatività. Nel 1959 fondò la Maison Valentino insieme a Giancarlo Giammetti, dando vita a un linguaggio estetico unico, dove ogni abito diventava un racconto di femminilità, lusso e perfezione sartoriale. Il celebre “rosso Valentino” è diventato simbolo universale del suo stile, e i suoi abiti hanno vestito regine, star e first lady: da Jacqueline Kennedy a Elizabeth Taylor, da Sophia Loren a Julia Roberts, che nel 2001 ritirò l’Oscar indossando un suo iconico abito bianco e nero.
Dopo il ritiro dalle passerelle nel 2008, la Maison ha continuato a prosperare sotto grandi gruppi del lusso. Oggi è controllata dal fondo qatariota Mayhoola, con quote strategiche di Kering, e viene valutata circa 5 miliardi di euro. Questa cifra non rappresenta solo il valore economico del brand, ma anche il peso culturale e simbolico di un nome che ha definito l’idea di eleganza italiana nel mondo.
Il patrimonio personale di Valentino è stimato intorno a 1,5 miliardi di dollari, tra investimenti immobiliari, opere d’arte e beni preziosi. Senza eredi diretti, gran parte dei suoi beni è organizzata tramite fondazioni e strutture patrimoniali, per preservare l’eredità culturale e sostenere progetti artistici, educativi e filantropici.
Valentino vive in ogni drappeggio perfetto, in ogni linea scolpita con grazia, in quell’idea che la bellezza, quando è autentica, non muore mai. E forse è proprio questo il suo ultimo grande capolavoro: un sogno in rosso che continuerà a illuminare il mondo della moda e il cuore di chi lo ha amato.
Quando il rosso diventa eterno: il sogno di Valentino Garavani
