Ogni domenica nelle tavole degli italiani non può mai mancare la regina della tradizione tricolore, la lasagna.
Per molti il piatto non è solo una pietanza da assaporare ma rappresenta momenti di condivisione con la propria famiglia.
La lasagna ha davvero una storia antichissima, trovando le sue origini nella cucina dell’Europa mediterranea. Sembra che la prima ricetta sia stata trascritta nel De re coquinaria, ricettario di Apicio del I secolo a.C. In questo libro si parlava della lagana, che veniva preparata con sfoglie di pasta alternate ad una farcia di carne, il cui nome deriverebbe dal latino laganum, termine usato dai romani per indicare sia una sfoglia sottile ricavata da un impasto a base di farina.
All’epoca, nel Medioevo, le lasagne erano già diffuse, tanto da comparire nei versi di Jacopone da Todi e di Cecco Angiolieri e nel 1282 nei Memoriali Bolognesi.
Nei secoli successivi la ricetta venne riportata anche in altri ricettari, come l’italiano L’Anonimo Toscano,traduzione in volgare del più noto Liber de coquina. Anche nell’opera del napoletano G.B. Crisci del 1634, Lucerna de corteggiani, troviamo le “lasagne di monache stufate, mozzarella e cacio“, la prima in cui le lasagne vengono farcite con un latticino a pasta filata e passate nel forno.
Ne Il principe dei cuochi, invece, pubblicato sempre a Napoli da Francesco de Palma nel 1881, è presente una ricetta di “Maccheroni detti lasagne” in cui per la prima volta si suggerisce l’uso del pomodoro.
Ma la prima vera traccia della lasagna bolognese appare soltanto nel 1935, nel libro Il ghiottone errante del giornalista Paolo Monelli.
Seppur presente in tutta Italia, il primo piatto presenta diverse varianti. La più famosa è quella bolognese, pare che ci siano sue notizie già dal 1282. La tradizione emiliana prevede le sfoglie verdi, agli spinaci, condite poi da strati di ragù alla bolognese e la besciamella, cotte successivamente al forno. Sono spesso chiamate lasagne bolognesi proprio per il condimento tipico.
Una variante molta famosa è la lasagna napoletana, tipica della festa di Carnevale. Divenuto un piatto festivo durante il Regno di Napoli, presenta una farcitura con ricotta, uova, provola, salumi o polpette, oltre al ragù napoletano.
Esistono anche altre varianti, meno conosciute, sparse per il resto d’Italia. Nelle Marche ci sono i vincisgrassi, mangiati nei giorni di festa, rappresentano un piatto tipico, tra i più importanti. Ricordano una lasagna perché viene preparato un ragù grossolano, ma con l’aggiunta di frattaglie di pollo. Anche la besciamella è rivisitata, essendo più solida. Alcune varianti prevengono anche tartufo e prosciutto.
Nella cucina siciliana, si ricalca la ricetta napoletana ma con alcune variazioni, il ragù è fatto con piselli e prosciutto cotto, mentre alla besciamella spesso si sostituisce la ricotta; spesso viene farcita ulteriormente con melanzane fritte.
Insomma, la lasagna, in qualsiasi sua forma, rappresenta un piatto tipico della tradizione italiana. Ad ogni boccone si assapora la storia dietro la ricetta, dalla stesura dell’impasto della sfoglia, all’odore del soffritto del ragù, fino alla cremosità della besciamella.
La lasagna rimane una pietanza indimenticabile, presente in ogni occasione che non smette di stancare i palati di ogni italiano.
