Bologna è sotto shock per l’omicidio di un capotreno di 34 anni, accoltellato a morte nel tardo pomeriggio del 5 gennaio nei pressi della stazione centrale. Dopo una serrata attività investigativa durata poco più di un giorno, le forze dell’ordine hanno fermato il presunto responsabile, individuato nel Bresciano.
La vittima, Alessandro Ambrosio, lavorava come capotreno ed era molto conosciuto tra i colleghi. Il suo corpo è stato trovato nell’area del piazzale Ovest della stazione, una zona utilizzata dal personale ferroviario. A dare l’allarme è stato un collega che ha notato il corpo riverso a terra e ha immediatamente chiamato i soccorsi. Per il giovane, tuttavia, non c’era più nulla da fare.
Dai primi rilievi è emerso che Ambrosio sarebbe stato colpito alle spalle con un’arma da taglio, probabilmente un coltello, che lo ha ferito mortalmente all’addome. L’aggressione sarebbe avvenuta in modo improvviso e rapido, senza segni evidenti di colluttazione. Al momento non risultano legami tra la vittima e l’aggressore, né motivi chiari che possano spiegare il gesto.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Bologna, si sono concentrate fin da subito sull’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e sulle testimonianze raccolte nelle ore successive al delitto. Questo lavoro ha permesso di ricostruire i movimenti di un uomo che si sarebbe allontanato dalla stazione subito dopo l’aggressione, salendo su un treno diretto verso il Nord Italia.
Il sospettato, Marin Jelenic, 36 anni, di nazionalità croata, è stato rintracciato la sera del 6 gennaio nei pressi della stazione di Desenzano del Garda. Al momento del fermo era senza documenti e in stato di evidente agitazione. Gli accertamenti effettuati dagli agenti hanno portato alla sua identificazione e al successivo fermo con l’accusa di omicidio. In suo possesso sono stati trovati alcuni coltelli, ora al vaglio degli investigatori per stabilire se uno di essi sia compatibile con l’arma utilizzata per uccidere Ambrosio.
Restano ancora da chiarire il movente e l’esatta dinamica dei fatti. La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Alessandro Ambrosio per determinare con precisione le cause della morte e l’orario del decesso. Nel frattempo, l’uomo fermato è a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida del fermo.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo ferroviario. Sindacati e colleghi hanno espresso dolore e rabbia per una morte che riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei lavoratori, soprattutto in contesti complessi come quelli delle grandi stazioni. Bologna, intanto, si interroga su una tragedia che ha colpito nel cuore uno dei suoi luoghi simbolo.
Bologna, ucciso il capotreno: fermato il presunto responsabile
