La notte del 1° gennaio 2026 una serata di festa nel bar “Le Constellation”, a Crans-Montana, si è trasformata in una tragedia senza precedenti per la località sciistica svizzera. Durante i festeggiamenti di Capodanno, un incendio di eccezionale violenza, seguito da esplosioni, ha travolto il locale affollato, causando 47 vittime e circa 112 feriti, molti dei quali in condizioni gravi. L’episodio ha scosso profondamente l’opinione pubblica svizzera e internazionale.
L’incendio è divampato poco dopo l’1.30 di notte, mentre all’interno del locale si trovavano centinaia di persone. In pochi istanti le fiamme e il fumo hanno invaso gli spazi, rendendo difficoltosa la fuga. Le testimonianze parlano di scene di panico, con persone intrappolate, uscite di sicurezza insufficienti e tentativi disperati di scappare rompendo finestre o cercando vie alternative. La rapidità con cui il fuoco si è propagato ha trasformato il locale in una trappola mortale.
Le indagini, ancora in corso, puntano su un’origine accidentale dell’incendio. Tra le ipotesi principali vi è l’uso di candele scintillanti durante i brindisi di Capodanno, che avrebbero innescato le fiamme a contatto con materiali infiammabili e con il soffitto in legno. Al momento le autorità escludono un atto doloso o terroristico, ma stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza, la capienza del locale e l’adeguatezza delle vie di fuga.
I soccorsi sono stati immediati e imponenti. Vigili del fuoco, ambulanze ed elicotteri di emergenza hanno operato per ore per domare le fiamme, evacuare i superstiti e trasportare i feriti negli ospedali della regione. I casi più gravi, in particolare le persone con ustioni estese, sono stati trasferiti in centri specialistici, anche fuori dalla Svizzera, per ricevere cure avanzate.
La tragedia ha avuto un forte impatto anche sull’Italia. Tra le persone coinvolte risultano almeno un cittadino italiano deceduto, 13 italiani ricoverati tra ospedali svizzeri e italiani e sei connazionali inizialmente dati per dispersi, mentre proseguivano le operazioni di identificazione delle vittime. Le autorità italiane hanno seguito da vicino l’evolversi della situazione, fornendo assistenza alle famiglie colpite.
Nei giorni successivi, Crans-Montana e l’intera Svizzera si sono fermate per il lutto. Veglie e momenti di raccoglimento hanno ricordato le vittime di una notte che doveva essere di festa. Parallelamente, si è aperto un dibattito nazionale sulla sicurezza nei locali pubblici, soprattutto in occasione di eventi ad alta affluenza, con l’obiettivo di evitare che una simile tragedia possa ripetersi.
Strage a Capodanno in Svizzera, tragedia a Crans-Montana
