Due Porsche a 200 all’ora in una folle gara di velocità: così Matilde Baldi di Montegrosso, in provincia di Asti, è morta a 20 anni. Stando agli accertamenti della Polstrada, è la velocità con cui la sera dell’11 dicembre scorso la Porsche di Franco Vacchina ha tamponato la Fiat 500 condotta dalla signora Elvia Pia, la madre di Matilde Baldi, morta dopo cinque giorni di agonia all’Ospedale di Alessandria, a causa delle ferite riportate alla testa sbattendo all’interno dell’abitacolo. La ragazza viaggiava sul sedile accanto e aveva la cintura di sicurezza allacciata. «Una luce accecante». La mamma di Matilde, che era al volante ed ha riportato ferite profonde al volto, nel raccontare lo schianto in autostrada che ha cancellato la vita di sua figlia, descrive quel bagliore improvviso che l’è piombato addosso come quello di un «disco volante arrivato alle spalle». Era la Porsche GT3 RS 911 guidata da Vacchina, commerciante di pneumatici. Secondo le accuse della procura di Asti, quel bolide sarebbe arrivato a una velocità di 212,39 km/h. «Dopo quel colpo tremendo, la mia auto ha cominciato a girare su sé stessa, non finiva più», dice la mamma di Matilde. Nell’inchiesta, coordinata dal pm Sara Paterno, ci sono due indagati. Due appassionati di Porsche e supercar. «Gareggiavano in velocità» si legge negli atti d’indagine. La folle gara di velocità non si sarebbe limitata al tratto di autostrada dell’Asti-Cuneo, dove è avvenuto lo schianto, ma sarebbe partita nel centro di Asti. «Lungo corso Torino e corso Savona, effettuando manovre pericolose a velocità sostenuta e brusche accelerate». A raccontarlo sarebbero alcuni testimoni che hanno incrociato i due bolidi lungo la strada. La seconda Porsche, una 992 TG, era guidata da Davide Bertello, piccolo imprenditore di 47 anni, residente nel torinese.
Il pm, nei loro confronti, solleva contestazioni a vario titolo. Entrambi sono accusati di aver gareggiato fino a causare la morte della ragazza. Ma solo il commerciante di pneumatici, sessantaquattrenne, residente ad Asti, è indagato per omicidio stradale. Per aver pigiato l’acceleratore fino a raggiungere i 212,39 chilometri orari. Una condotta «negligente» che non gli avrebbe permesso di «manovrare la Porsche in condizioni di sicurezza», né di conservarne il controllo, né di mantenere le distanze dagli altri veicoli. Il secondo automobilista, invece, non è stato coinvolto direttamente nello schianto. Ma dovrà rispondere di omissione di soccorso. Perché, pur essendosi fermato una cinquantina di metri dopo il punto di impatto, è risalito in auto ed è ripartito. Così avrebbero raccontato alcuni testimoni. «Non stavamo gareggiando, non era una corsa folle in autostrada» avrebbe dichiarato Davide Bertello agli investigatori, presentandosi spontaneamente qualche giorno dopo l’incidente negli uffici della Polstrada. Assistito dall’avvocato Michele Galasso, respinge le accuse. Il suo legale ha espresso l’intenzione di chiedere alla procura un’integrazione di indagine, di allargare l’acquisizione delle registrazioni delle telecamere stradali e private presenti alla periferia di Asti, nella zona che porta all’autostrada per Cuneo. L’imprenditore torinese avrebbe conosciuto il proprietario dell’altra Porsche pochi minuti prima dell’incidente. A presentarli sarebbe stato un amico comune. «Non stavamo gareggiando» ha sostenuto l’uomo, sconvolto. Gli investigatori, però, hanno già raccolto le registrazioni di alcune telecamere. Stando ai filmati acquisiti dagli investigatori, le due Porsche si sarebbero immesse allo svincolo sull’A33 insieme, verso la direttrice che porta ad Alba e a Cuneo. In settimana la procura di Asti incaricherà l’ingegnere Roberto Bergantin di ricostruire le dinamiche del sinistro. Anche il legale che assiste la famiglia, l’avvocato Pierpaolo Berardi, nominerà un proprio consulente. La famiglia ha dato l’assenso all’espianto degli organi, salveranno 15 persone. Sul web gli amici ricordano Matilde per la sua dolcezza. La famiglia, tramite il suo avvocato, fa sapere di essere chiusa in un dolore indicibile e di seguire il lavoro dei magistrati. Lutto cittadino nel giorno del funerale della giovane vittima. Matilde studiava Economia e Commercio e lavorava nel bar del centro commerciale Il borgo di Asti.
