C’è un’emozione particolare nel guardare un calendario e rendersi conto che il tempo non è solo passato, ma si è stratificato, parola dopo parola, pagina dopo pagina. Oggi è il 17 dicembre 2025 e per questo giornale non è una data come le altre. Esattamente diciotto anni fa, nel 2007, uscivamo per la prima volta. Oggi diventiamo maggiorenni.
Diciotto anni sono il tempo di una generazione. Nel 2007 il mondo era profondamente diverso, il modo di informarsi stava cambiando e noi eravamo poco più che un’idea ambiziosa, una scommessa nata dalla voglia di raccontare la realtà con i nostri occhi. Se chiudo gli occhi, ricordo ancora l’adrenalina di quei primi giorni, la paura di non farcela e l’entusiasmo di chi sente di avere qualcosa di importante da dire.
Se oggi siamo qui, a spegnere queste diciotto candeline virtuali e reali, il merito non è di una sola persona, ma di una comunità. Per questo, il mio primo pensiero va a chi sta “dietro le quinte”. Voglio ringraziare i miei collaboratori, quelli che io chiamo scherzosamente i “veterani”. Sono coloro che scrivono per noi sin dagli esordi, che hanno vissuto le notti insonni, i cambi di tecnologia, le crisi e i successi. Siete la spina dorsale di questo giornale, la memoria storica che garantisce la nostra coerenza e la nostra libertà.
Ma un giornale che non sa rinnovarsi è un giornale che smette di respirare. Per questo, il mio grazie va anche ai collaboratori che si sono uniti a noi negli ultimi anni. Avete portato linfa nuova, punti di vista differenti e quella curiosità fresca che serve a non sedersi mai sui risultati raggiunti. Vedere firme storiche e giovani talenti lavorare fianco a fianco è, per me, il successo più grande.
E poi ci siete voi: i lettori. Un giornale senza lettori è solo un monologo solitario. Alcuni di voi ci seguono da quel lontano 2007; siete cresciuti con noi, avete criticato le nostre scelte quando non eravate d’accordo e ci avete sostenuto nei momenti difficili. Altri sono arrivati da poco, magari intercettando un nostro articolo sui social o tramite il passaparola. A tutti voi dico grazie. Grazie per il tempo che ci dedicate, che è il bene più prezioso che possiate offrirci. La vostra fedeltà è lo stimolo che ci spinge, ogni mattina, a cercare la verità e a raccontarla nel modo più onesto possibile.
Essere maggiorenni significa assumersi nuove responsabilità. In un mondo dove l’informazione corre veloce, spesso troppo, e dove la confusione regna sovrana, il nostro impegno per il futuro è quello di rimanere un punto di riferimento solido. Continueremo a essere la vostra voce, a indagare, a emozionarci e, spero, a farvi riflettere.
Diciotto anni sono un traguardo, ma per noi sono soprattutto un nuovo inizio. Abbiamo ancora tantissime storie da scrivere insieme.
Grazie di cuore per essere parte di questo viaggio.
Amerigo D’Amelia
