Il mondo dei videogiochi è a dir poco enorme, spazia da storie sempre più diverse l’una dall’altra, ma c’è una costante che non smette mai di stupire, Nintendo. Sono i personaggi e i giochi dell’azienda giapponese che hanno trasformato, nel corso degli anni, il mercato e la percezione dei videogiochi.
Se pensiamo al pilastro Nintendo nel 2025 potremmo citare console con una forte potenza, giochi con una grafica superiore alla media, ma non sempre è stato così, dimostrando come la sua storia non è stata sempre in discesa.
L’azienda è stata fondata nel 1889 da Fusajiro Yamauchi, ed era nota per essere inizialmente produttrice di carte da gioco Hanafuda; nel 1951 venne stretto un accordo con la Walt Disney Company per realizzare delle carte con i personaggi Disney.
Fu soltanto a partire dagli anni ’70 che la Nintendo prese una direzione totalmente diversa, il mondo dell’elettronica e il mercato dei giocattoli. Questa nuova via permise di sperimentare e di sviluppare sistemi arcade e videogiochi casalinghi, i più famosi sono TV Game 15 e TV Game 6.
Gli anni ’80 furono la vera svolta di Nintendo, per la precisione nel 1983 si ebbe il lancio della console Nintendo Entertainment System, nota prima come Famicom e poi come Nes, dal 1985 presente anche in America ed Europa. Nacque la volontà di raccontare storie attraverso le immagini digitali; nonostante ciò, erano comunque presenti forti limiti tecnici, soprattutto per la grafica. Fu proprio la sua semplicità a dar vita a personaggi memorabili, che ad oggi continuano ad essere il volto dell’azienda.
Il più iconico era Mario, con un cappello rosso e i baffi, usati per rendere visibile il volto in 8-bit, vi era poi Link, protagonista di Zelda e Samus Aran, eroina nei videogiochi di fantascienza. Gli elementi che accessoriavano i personaggi erano fondamentali per comunicare in maniera anticipata la storia; la spada di Link raccontava un’avventura, l’armatura di Samus il mistero e l’esplorazione, mentre i famosi salti di Mario abituavano il giocatore ad una grafica ricca di movimento e piattaforme.
Nel successivo decennio, negli anni ’90 cambiò radicalmente lo storytelling di Nintendo perché venne introdotto il 3D, in grado di permettere l’osservazione del mondo del videogioco non più da “fuori”, il giocatore entra nel mondo, vivendolo e osservandolo da ogni angolazione. La narrazione non avviene più attraverso gli accessori indossati dai personaggi ma dal world building, la costruzione dell’ambiente.
A cavalcare l’onda del cambiamento è stato Super Mario 64, nome che richiama la console Nintendo 64, grazie al nuovo linguaggio narrativo, alla presenza dei livelli e delle loro storie con propri personaggi e con proprie regole ha permesso di creare un mondo senza l’uso di parole. Anche The Legend of Zelda: Ocarina of Time, del 1998, è fondamentale per la Nintendo perché è il primo grande gioco ad avere una narrazione ambientale, grafiche che richiamano le pellicole cinematografiche.
La Wii, Wii U e quella che poi sarà la console d’eccellenza, la Switch, sono considerate gli strumenti che hanno permesso di dare una volta per tutte uno stile visivo espressivo, colori ai mondi e ai personaggi; il nuovo secolo ha portato l’abbandono del realismo, le nuove grafiche sono infatti iperrealistiche, comunicano emozioni grazie ai nuovi mondi ricchi di atmosfera di narrazione visiva.
La grafica non è più legata all’estetica ma diventa un linguaggio, a dimostrarlo, oltre che ai numerosi giochi targati Mario Bros, c’è Zelda: Breath of the Wild del 2017. Il gioco non necessita di troppi dialoghi, è il mondo di Hyrule a costruire la storia con i suoi paesaggi, simboli presenti in ogni pixel; inoltre, le scelte individuali del giocatore su come svolgere le missioni permettono maggiormente di rendere più profonda l’esperienza di gioco, perché si diventa parte di esso.
La Nintendo, dopo anni si riconferma giorno dopo giorno vera pioniera del mondo dei videogiochi e l’artefice di universi che hanno stregato il pubblico. Quest’ultimo si domanda se l’azienda giapponese sarà ancora in grado di mantenere alta l’asticella, continuando a proporre novità senza sfociare in qualcosa di rivisto. Una cosa è certa, con i suoi personaggi iconici, le sue ambientazioni e i suoi colori è riuscita a rendere i videogiochi un medium di straordinaria potenza, come i libri e i film.
