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Narrazioni Visive

Il rapporto con i diversi media e il caso emblematico dell’Universo Marvel

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2025 12:57
di Maria Rosaria Pacella
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7 Min Read

Il rapporto con i media è diventato sempre più importante nel corso degli anni fino a divenire uno dei perni principali della società odierna; infatti, i media influenzano la vita in modo profondo cambiando radicalmente il modo di rapportarsi, comunicare e trasmettere. Questo particolare rapporto è perciò divenuto oggetto di studio in vari campi disciplinari come la comparatistica, la sociologia e i media studies.

Nello specifico, molto interessante è quello che è il rapporto tra cinema e letteratura, infatti la nuova forma di spettacolo trovò subito un punto d’appoggio nel vasto patrimonio letterario, ma al contempo la reazione dei letterati nei confronti del cinema fu particolare, passò dall’avversione all’indifferenza, ma allo stesso tempo ci fu anche un’apertura alle nuove possibilità che questa nuova forma offriva agli artisti poiché il cinema forniva la possibilità di mostrarsi a tutte quelle emozioni che fino ad allora non avevano mai trovato modo di esprimersi; in un primo momento ci fu una subordinazione tra le due arti, infatti, il cinema fu più volte accusato di inferiorità e subordinazione nei confronti della letteratura, ma ad oggi tale giudizio è stato messo da parte e l’idea di una primogenitura e superiorità della letteratura è stata, almeno parzialmente, eliminata. L’ intermedialità, che si diffuse negli anni settanta del Novecento, è  appunto il  passaggio di un contenuto da un medium all’altro, come nel caso di trasposizione di un romanzo al film, ma ancora più complesso è il fenomeno della transmedialità.

La pratica dello storytelling appare oggi sempre più diffusa e consolidata nel mondo del marketing e della comunicazione. Il termine, coniato negli Stati Uniti negli anni Novanta, vuole intendere l’atto del narrare,  l’arte del “raccontare storie”.

Di transmedia storytelling, invece, si sente parlare molto meno, in quanto è correlato, per lo più, all’industria dell’intrattenimento, in particolare al cinema. La tendenza a utilizzare film, fumetti e videogiochi in un sistema integrato (il cosiddetto media mix), nasce in Giappone negli anni Settanta, ma è sviluppata successivamente nell’universo hollywoodiano, quando nasce la figura deltransmedia producer ossia una persona che si occupa di gestire un progetto destinato a più piattaforme.

L’espressione transmedia storytelling, ossia narrazione transmediale, è stata suggerita negli anni Duemila da Henry Jenkins, sociologo e saggista statunitense, per definire una nuova pratica di racconto emersa a Hollywood sul finire del secolo scorso, in risposta all’evoluzione digitale. Il transmedia storytelling si definisce come un processo in cui elementi integranti di una storia vengono dispersi sistematicamente attraverso molteplici canali con lo scopo di creare un’esperienza di intrattenimento coordinata e unificata.

Molti studiosi hanno parlato di “narratività diffusa”, una sorta di ambiente mediale interconnesso fatto di “ecosistemi narrativi” in cui le storie(gli storyworlds) proliferano, si intrecciano, si trasformano, transitano da un medium all’altro, si irradiano in tutte le direzioni, si adattano a diversi contesti culturali. Dunque, il transmedia storytelling è una forma narrativa che non si articola più tramite un solo medium, ma attraverso più media, ed ognuno di essi, pur mantenendo le proprie caratteristiche, collabora all’interno di un unico sistema di comunicazione integrata. Un esempio di narrazione transmediale è proprio il Marvel Cinematic Universe.

La Marvel, infatti,  rappresenta un “brand narrativo”, che fin dagli arbori ha cercato di creare un’identità del marchio che potesse affascinare sia i bambini che gli adulti. Nasce nel 1939 come casa editrice di fumetti, la quale ha generato alcuni dei supereroi più iconici e amati nella cultura popolare americana, diventando una delle principali compagnie al mondo nel campo dell’entertainment. Le sue storie sono riuscite ad espandersi nei vari media d’intrattenimento: dall’editoria sono state trasposte in serie televisive animate, film, videogiochi e così via, anche se in questo frangente non si può ancora parlare pienamente di transmedia, poiché non vi era alla base la volontà di costruire un progetto unitario di un universo narrativo su più piattaforme. Il contesto più generale è quello dei cosiddetti cinecomics dedicati ai supereroi, questo termine è stato coniato e utilizzato per riferirsi ai “comic book movies” , che sarebbero le trasposizioni cinematografiche di fumetti, dedicati però in questo caso specifico ai supereroi e ha avuto una sua diffusione a partire dalla prima decade degli anni Duemila.

Totalmente diverso è ciò che avviene nel 2008, ossia l’avvio, da parte dei Marvel Studios – del Marvel Cinematic Universe, un progetto transmediale senza precedenti per la portata delle operazioni e il successo ottenuto.

L’azienda è stata in grado di creare un vero e proprio universo, “L’Universo Cinematografico Marvel”, incentrato su una serie di film di supereroi prodotti dai Marvel Studios e basati sui personaggi apparsi nelle pubblicazioni della Marvel Comics. All’interno di questo universo oltre ai supereroi e alle super eroine, la principale differenza tra il mondo reale e l’MCU è la tecnologia più avanzata e l’esistenza di altre civiltà. La Terra, in questo universo cinematografico, è solo uno dei costituenti dei cosiddetti Nove Regni, concetto preso in prestito dalla mitologia norrena. Oltre a ciò, esistono, infatti, molti pianeti e galassie abitati da diverse specie e forme di vita, ad oggi è stata costata anche l’esistenza di altri universi paralleli.

Infine, inserendo i supereroi Marvel in questo ecosistema, che si espande sempre più, dalla TV ai parchi divertimento, ai film, ai prodotti di consumo e ai videogiochi, si è generato un successo planetario che è andato a crescere in modo esponenziale tramite le opportunità offerte dal transmedia storytelling.

 

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