Il rapporto tra arte e scienza non è solo un legame di lunga data ma è anche un continuo influenzarsi a vicenda, un confronto che mantiene vivo i due mondi.
A primo impatto possono sembrare due campi totalmente diversi, l’arte è l’uso di creatività ed immaginazione per esprimere attraverso forme come il cinema, la letteratura. La scienza invece, si discosta dal sapere irrazionale e utilizza un approccio empirico per comprendere il mondo naturale. Nonostante ciò, c’è un ponte che unisce le due discipline, l’arte si interseca nei concetti scientifici mentre quest’ultimi ispirano l’innovazione artistica.
Ma quando ha inizio questo intreccio? Secondo molti studiosi è avvenuto fin dalla preistoria con le pitture rupestri che inscenavano momenti di caccia, animali, riflettendo le prime osservazioni scientifiche. L’Antica Grecia è un periodo fondamentale per il rapporto dell’arte e della scienza perché si iniziano a studiare molteplici temi passando dalla biologia alla metafisica riproponendo gli studi anche nell’arte del periodo, soprattutto con l’uso dei principi matematici.
Indimenticabile è il Rinascimento, vero testimone della convergenza grazie ad artisti di influenza mondiale. Dal XIV al XVII secolo ha visto artisti impersonare quest’unione. Leonardo da Vinci è tra i primi a riuscirci attraverso il concetto di uomo del Rinascimento; studi anatomici, ricerche scientifiche, principi di ingegneria sono stati strumenti che hanno dominato le sue opere artistiche. Esempio che ben illustra l’applicazione della scienza all’arte è la Gioconda, da Vinci studiò la diffusione della luce, l’ottica e la prospettiva atmosferica per rappresentare al meglio i chiaroscuri e la profondità del dipinto. Sono stati proprio questi elementi che hanno reso il quadro ricco di emozioni.
Anche l’epoca dell’Illuminismo, così come quella moderna, ha visto evolvere il rapporto. La prima è ricordata per l’enfatizzazione della ragione, il pensiero critico che è stato riportato nell’arte con l’ascesa del neoclassicismo, ispirato all’arte antica ma che riflette il desiderio di ragione ed ordine. Mentre per l’epoca moderna, la fotografia, il cinema hanno permesso di ampliare il concetto di espressione artistica, facendola diventare un mezzo su cui affrontare argomenti sociali e scientifici.
Ad oggi quando pensiamo alla scienza, è inevitabile non parlare di intelligenza artificiale, di creazione video e dati. Tra i diversi artisti contemporanei, a fare della scienza uno strumento, c’è Francesco Filippelli.
L’artista, nato a Napoli nonostante si dedichi all’arte da più di 10 anni ha in realtà una formazione chimica che diventa protagonista delle sue opere in quanto unisce la pittura alla chimica. Per Filippelli dipingere non implica soltanto una trasformazione materiale ma rappresenta un processo metafisico; per questo nei suoi ritratti utilizza la tecnica della sovraimpressione cromatica, che permette di sovrapporre strati di colore per aiutare la superficie pittorica a contenere anche altre dimensioni, come quelle fisiche e spirituali.
Per alcuni la scienza e l’arte possono risultare ancora due poli opposti ma la storia ha dimostrato come grazie alle continue influenze reciproche, i due mondi sono cresciuti nel corso degli anni. Arte e scienza trovano la loro origine dall’osservazione ma è l’approccio che cambia, uno più razionale e l’altro più evocativo. Sono due facce della stessa medaglia che hanno bisogno l’una dell’altra per continuare ad evolversi.
