Tragedia a Pagani dove un 30enne è morto dopo essersi lanciato nel vuoto. Il dramma si è consumato l’altro ieri, poco dopo le 10:00, quando il giovane Alessandro C. avrebbe raggiunto il terrazzo condominiale della sua palazzina, in via Sant’Erasmo, per poi lasciarsi precipitare giù, facendo un volo di circa 20 metri. Nonostante l’arrivo immediato dei sanitari del 118, accorsi sul posto, per il ragazzo non ci sarebbe stato nulla da fare. Intanto sono state avviate le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica della vicenda e risalire ai motivi che avrebbero spinto il ragazzo a compiere un simile gesto.
La vittima non avrebbe mai mostrato segni di disagio, nemmeno in famiglia. Studiava Ingegneria ed era fidanzato con una sua coetanea. Pare fosse un po’ indietro con gli esami universitari ma non è possibile attualmente stabilire se questa circostanza sia in qualche modo legata al drammatico epilogo. Lo studente pare si sia tolto la vita dopo non aver superato un esame universitario. A confermarlo è una cugina, che ha raccontato il dolore della famiglia in un lungo e toccante messaggio di addio sui social, denunciando la pressione e la paura del fallimento che spesso gravano sui giovani. «La verità non è mai una colpa. La nostra famiglia è stata colpita da un dolore che nessuna parola potrà mai spiegare. Mio cugino ha deciso di togliersi la vita perché non ha superato un esame all’università. Un esame. Un ostacolo che sembrava insormontabile solo perché aveva paura di deludere, di non essere abbastanza, di dover dire ai suoi genitori che qualcosa era andato storto». Nel suo messaggio, la cugina ha voluto lanciare un appello al dialogo e alla consapevolezza: «Si può cadere. Si può sbagliare. Si può anche fallire, ma solo momentaneamente. Con il dialogo, con l’ascolto, con il sostegno giusto, tutto si può affrontare. Anche la paura del giudizio». Un invito a non chiudersi nel silenzio: «Non bisogna vergognarsi di un fallimento, perché un fallimento non definisce chi siamo. Parlate, cercate aiuto, apritevi». Il post si conclude con un pensiero di speranza: «Se anche solo una persona leggendo queste parole capirà che può chiedere aiuto… allora forse il silenzio di mio cugino servirà a rompere quello di qualcun altro. Ciao Ale, riposa in pace». Il giovane, che parrebbe stesse organizzando la festa di laurea, potrebbe non essere riuscito ad accettare un insuccesso, percependolo come un ostacolo insormontabile verso il traguardo della laurea. Per questo bisogna chiedere aiuto ai propri familiari, amici o affidarsi ad esperti come Telefono Amico. Inoltre è possibile far riferimento agli psicologi presenti nelle Asl della Regione Campania. Il gesto estremo ha gettato nello sconforto non solo i familiari della vittima, ma l’intera comunità locale. “Alessandro ci ha lasciato. Un’altra perdita giovane per la nostra comunità, un altro grande dolore. Condoglianze alla famiglia e l’abbraccio di tutta Pagani a tutti quelli che gli vogliono bene. A Dio Alessandro” – si legge nella nota diffusa dal sindaco di Pagani, Raffaele De Prisco.
