Oggi, 21 ottobre 2025, il Tribunale di Napoli ha disposto l’amministrazione controllata per la società calcistica Juve Stabia, attualmente militante nel campionato di Serie B, a seguito di un’indagine che ha rivelato presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione del club e dei servizi connessi alle sue attività.
La decisione, adottata su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e della Questura di Napoli, si basa sull’articolo 34 del Codice Antimafia, che consente il commissariamento di imprese quando vi siano elementi che ne indichino il condizionamento o l’influenza da parte di organizzazioni mafiose.
Il provvedimento riguarda anche altre società coinvolte nei servizi annessi alle manifestazioni sportive, come la sicurezza, il beveraggio e la logistica oltre che la gestione della vendita dei biglietti. L’obiettivo dell’intervento è garantire la continuità aziendale del club, ma in un quadro di piena legalità e trasparenza, sotto la guida di un pool di amministratori nominati dal tribunale.
La misura dell’amministrazione giudiziaria non comporta l’interruzione delle attività sportive, ma segna l’inizio di una fase di risanamento e controllo della società, con l’obiettivo di dissociare l’attività sportiva da influenze criminali. Come spiegato nelle note ufficiali, la decisione punta a preservare la dimensione sportiva e sociale del club, simbolo storico della città di Castellammare di Stabia, ma al tempo stesso a ripulire la gestione economica da qualsiasi collegamento illecito.
Il caso Juve Stabia, sottolineano gli inquirenti, non è isolato: rappresenta il terzo episodio in Italia in cui una società calcistica professionistica viene posta sotto amministrazione per sospette infiltrazioni mafiose.
Per la comunità stabiese si apre ora una fase delicata. Il provvedimento tocca un club che rappresenta non solo un’impresa sportiva, ma anche un punto di riferimento identitario e sociale per migliaia di tifosi.
