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Scienza e Cultura

L’intelligenza artificiale in Pediatria: opportunità e nuove consapevolezze

Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2025 17:00
di Maria Rosaria Pacella
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7 Min Read

L’intelligenza artificiale (IA) è una tecnologia trasformativa che consente alle macchine di eseguire attività di risoluzione dei problemi simili a quelle umane. Nel panorama digitale odierno, ormai l’IA è diventata fondamentale; da quando ChatGPT è diventato pubblico il 30  novembre 2022, epoca in cui OpenAI ha lanciato una versione “research preview” accessibile gratuitamente via web, abbiamo assistito ad una nuova tappa delle rivoluzione tecnologica. In soli 5 giorni un milione di utenti ha iniziato ad attingere all’Intelligenza Artificiale  ed il loro numero è cresciuto in maniera esponenziale fino ad oggi. Infatti, viene utilizzata ormai all’ordine del giorno da tutti in molteplici ambiti, dai più semplici a quelli più complessi, conferendo molti riscontri positivi.

Tra gli esiti postivi sono evidenti quelli che riguardano il settore sanitario. La medicina e con questa la pediatria hanno fatto enormi passi avanti grazie al progresso scientifico, ma stiamo vivendo un periodo di transizione, questo perché le potenzialità di utilizzo dell’ IA in ambito sanitario stanno contribuendo alla radicale trasformazione delle cure. L’IA non è una alternativa alla medicina come la conosciamo bensì è uno strumento complementare ad essa e dalle straordinarie possibilità e, ben utilizzato, concorre alla trasformazione della qualità del lavoro del medico in tutti gli ambiti e a tutti i livelli.

In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando completamente il mondo, in particolare l’ambito pediatrico: sta aprendo nuove possibilità in ambito diagnostico, terapeutico e assistenziale. Ospedali e ambulatori stanno iniziando a utilizzare sistemi intelligenti capaci di supportare medici e operatori sanitari nella cura dei bambini, ma insieme alle potenzialità, emergono anche nuove sfide etiche, giuridiche e relazionali, soprattutto considerando la particolare vulnerabilità dei pazienti pediatrici.

I sistemi IA si basano su tecnologie come il machine learning o il deep learnig, che permettono di immagazzinare i dati e imparare da questi, proprio come un bambino che osserva, prova, sbaglia e poi si corregge. Nello specifico, alcune image based vengono addestrate con migliaia di immagini mediche, come ad esempio radiografie, imparando a riconoscere anomalie che potrebbero sfuggire all’occhio umano. Questa innovazione può agevolare notevolmente l’ambito medico-pediatrico poiché consente di analizzare più rapidamente grandi quantità di dati clinici, aiutare nelle diagnosi precoce di malattie e supportarne l’andamento di quelle croniche, supportare il medico nella scelta della terapia e offrire assistenza in neonatologia o in psicologia infantile.

Ovviamente, però, L’IA, non è infallibile; la sua efficacia è direttamente proporzionale alla qualità dei dati su cui viene addestrata. Nel caso in cui vengono però presentati dati parziali, incompleti o discriminatori, anche le decisioni dell’algoritmo possono risultare distorte, e questa distorsione sistematica nei risultati prende il nome di bias algoritmo.

Inoltre, l’uso dell’Intelligenza artificiale non riguarda solo la tecnologia, ma anche i valori e le regole con cui viene progettata: perché viene usata, con quali scopi, con quali garanzie per l’utente? quali meccanismi di controllo e/o di censura sono adottati?  In pediatria, queste domande assumono un peso ancora maggiore.

I dati sanitari dei bambini sono particolarmente sensibili, non solo perché riguardano soggetti non ancora autonomi, ma anche perché cambiano nel tempo, seguendo lo sviluppo biologico, psicologico e sociale.

Un aspetto particolarmente delicato nell’ambito della pediatria è rappresentato dal tema del consenso informato. A differenza degli adulti, nel caso dei minori, il consenso  è un processo complesso e mediato che coinvolge sia genitori (titolari della responsabilità genitoriale e firmatari di consenso) sia il bambino stesso, il quale viene progressivamente incluso nella decisione in base  alla sua età, maturità e capacità di comprensione. In questo contesto, si parla quindi di assentimento progressivo, promosso dalle istituzioni pediatriche intenzionali, volto a garantire il rispetto dei diritti, della partecipazione e della dignità del minore.

Infatti recenti normative europee, come l’AI Act, classificano tutti i sistemi IA destinati a bambini come ad alto rischio. Questo significa che devono garantire trasparenza(spiegando come il sistema prende le decisioni), valutazioni d’impatto etico e sociale e supervisione umana obbligatoria.

Inoltre, proprio in tal senso, in ambito pediatrico si sta ragionando all’adozione di un modello esteso di consenso computazionale etico che prevede chiarezza su come funzioni l’algoritmo, un dialogo educativo tra medico, genitori e bambino e documenti comprensibili a tutte le parti; questo perché in pediatria, dato, decisione e relazione sono strettamente collegati.

È molto importante comprendere, inoltre,che l ’uso dell’IA non deve mai sostituire la relazione medico -bambino – famiglia, ma semmai rafforzarla. Come dice il medico e ricercatore Eric Topol, l’IA dovrebbe liberare tempo clinico al rapporto medico – bambino – famiglia e non sostituire la presenza umana, per questo motivo, serve un approccio interdisciplinare e intersezionale, che unisca competenze scientifiche, etiche e pedagogiche.

L’intelligenza artificiale in pediatria rappresenta senza dubbio una grande opportunità per migliorare la qualità delle cure, ma al tempo stesso comporta una notevole responsabilità. Non basta che un sistema funzioni bene: deve essere giusto, trasparente e rispettoso della dignità dei bambini. Come ricorda il filosofo Hans Jonas, non dovremmo giudicare la tecnologia soltanto in base a ciò che è in grado di fare, ma anche per gli effetti che può generare sui soggetti. È importante ribadire, come già accennato, che l’intelligenza artificiale è uno strumento al servizio dell’essere umano. Deve essere governata da noi e non deve sostituire mai il giudizio clinico del pediatra, ma piuttosto affiancarlo, contribuendo a rendere la pratica quotidiana più efficiente, precisa e centrata sulla famiglia. Investire in una digitalizzazione intelligente dello studio pediatrico significa migliorare l’accesso alle cure, ottimizzare i tempi e rafforzare l’alleanza terapeutica. Tuttavia, in un ambito delicato come quello della cura dell’infanzia, ogni innovazione deve essere introdotta con prudenza, senso etico e profonda umanità perché dietro ogni dato o algoritmo c’è sempre un bambino con la sua fragilità e la sua unicità.

TAGGED:IAInnovazioneIntelligenza ArtificialePediatriaProgressoRicerca Scientifica
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