Quando una torta e delle candeline diventano un gesto di dignità. È accaduto ieri all’ospedale pediatrico Santobono‑Pausilipon di Napoli, dove il personale ha deciso di celebrare in modo del tutto spontaneo il diciottesimo compleanno di Raghad, una ragazza palestinese giunta a Napoli dalla Striscia di Gaza insieme alla famiglia per le cure del fratellino Zakaria.
Appena lo staff dell’ospedale ha scoperto che Raghad quel giorno compiva 18 anni, ha allestito una piccola cerimonia con torta e candeline, coinvolgendo la famiglia e altri pazienti. Il video dei festeggiamenti ha mostrato il momento in cui la ragazza, sorpresa e commossa, ha versato lacrime che, come hanno detto i medici, “racchiudevano tantissime cose ma soprattutto la certezza di avere diritto a un futuro.” Nel messaggio condiviso dall’ospedale si legge che l’obiettivo non era solo festeggiare un compleanno, ma “inaugurare, insieme a lei e alla famiglia, un nuovo capitolo della loro vita”. Un modo per restituire un briciolo di normalità e speranza dopo il trauma della guerra e del viaggio.
Raghad è la sorella maggiore di Zakaria, un bambino che ha da poco compiuto un anno. La loro famiglia è arrivata dalla Striscia di Gaza attraverso un corridoio sanitario organizzato in collaborazione tra autorità italiane e organizzazioni umanitarie. Zakaria pesa poco più di 7 chilogrammi: è nato in condizioni estremamente difficili durante il conflitto e presenta gravi problemi di crescita. Dopo il suo arrivo, è stato assegnato al reparto di Pediatria generale e Dermo‑immuno‑reumatologia del Santobono, dove sono in corso accertamenti medici per definire un piano di cura adeguato.
La famiglia di Raghad è stata accolta anche in una struttura di ospitalità messa a disposizione dall’ospedale, che fornisce alloggio gratuito ai genitori dei bambini ricoverati, in particolare a quelli provenienti da contesti di guerra o grave disagio sociale. Con l’arrivo di Zakaria, salgono a otto i bambini provenienti da Gaza attualmente in cura presso l’ospedale pediatrico napoletano.
L’accoglienza di bambini palestinesi per cure in Italia è parte di una più ampia iniziativa umanitaria che prevede l’arrivo di piccoli pazienti affetti da gravi patologie, non curabili in loco, verso strutture ospedaliere italiane. Solo negli ultimi mesi, diversi bambini palestinesi sono stati trasferiti in Italia per ricevere cure urgenti. Il Santobono è una delle strutture che si è distinta per capacità di accoglienza e competenza, collaborando con ministeri, associazioni e reti di solidarietà. Questo tipo di interventi non si limita all’assistenza sanitaria ma rappresenta un messaggio forte di vicinanza e umanità: la malattia non ha nazionalità, il diritto alla salute nemmeno.
Quel gesto semplice, quella torta e quelle candeline, hanno assunto un significato che va ben oltre una festa di compleanno. In un mondo dove le immagini della guerra ci scorrono davanti agli occhi ogni giorno, un momento di affetto e condivisione come quello vissuto da Raghad ricorda a tutti che la solidarietà non è solo un concetto, ma un’azione concreta. In quelle lacrime di emozione si sono raccolte la fatica del passato e la speranza del futuro. Per Raghad, quel compleanno non è stato solo il passaggio alla maggiore età, ma l’inizio di una nuova possibilità.
La storia di Raghad ci ricorda che ogni bambino, ovunque sia nato, ha il diritto di diventare adulto. E che anche nei luoghi della cura, dove spesso si lotta contro la malattia, si può seminare amore, accoglienza e speranza. Una torta, un sorriso, un abbraccio: gesti semplici che possono cambiare la vita.
Da Gaza a Napoli: Raghad compie 18 anni al Santobono e ritrova una speranza
