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Attualità

Sciopero generale ProPal, cortei in 100 città italiane

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2025 11:06
di Pierluigi Perretta
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7 Min Read
Corteo per lo Sciopero generale per Gaza e la Flotilla, Milano
Corteo per lo Sciopero generale per Gaza e la Flotilla, Milano

Cortei in 100 città italiane per lo sciopero generale del 3 ottobre proclamato da Cgil e Usb a sostegno della Global Sumud Flotilla e della causa palestinese. Per gli organizzatori, da Nord a Sud sono scesi in piazza oltre 2 milioni di persone. Secondo il Viminale, in Italia si sono svolte 29 manifestazioni alle quali hanno preso parte circa 400mila persone. Da Firenze, dove ha preso parte alla Leopolda, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha parlato di una stima di presenze “tra le 400mila e le 500mila persone” in piazza. “Non sono poche, non voglio dirlo per sminuire, è il solito discorso dei numeri quando ci sono queste manifestazioni”, ha dichiarato. A Roma, città principale dello sciopero generale, hanno preso parte ai cortei oltre 80mila persone. La manifestazione si è svolta senza alcun problema di ordine pubblico. A Milano, i manifestanti – 150mila secondo la Cgil – partiti da Porta Venezia, hanno percorso le strade della città bloccando il traffico. Il corteo si è diviso all’altezza di via Pascoli angolo viale Romagna: la Cgil ha proseguito verso piazza Leonardo, mentre sindacati di base, studenti e centri sociali, all’urlo di “Meloni, Meloni dimissioni”, si sono diretti verso via Rombon per tentare di occupare la tangenziale Est. Momenti di tensione si sono verificati quando una parte del corteo si è staccata e si è diretta verso Cascina Gobba, nel tentativo di entrare nell’area di servizio lungo la tangenziale. Le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno lanciato pietre contro gli agenti. A Bologna, il corteo di più di 15.000 persone è partito alle 10 da Piazza Maggiore e ha raggiunto via Stalingrado. Alle 13 circa, nei pressi del Ponte poco più avanti di via Calzoni, è stato tentato un primo assalto al blocco della polizia in assetto antisommossa, con lancio di oggetti. Gli scontri sono scoppiati quando una parte dei manifestanti ha forzato il cordone per cercare di avanzare sulla Tangenziale. Ne sono seguite cariche da parte della polizia. Il bilancio è di due manifestanti fermati e portati in questura. A Torino, il corteo degli antagonisti si è separato da quello indetto da Usb e ha proseguito verso la sede di Leonardo. Una volta raggiunta la struttura, le forze dell’ordine hanno lanciato lacrimogeni per respingere i manifestanti, che hanno risposto con il lancio di oggetti contro la sede, al momento chiusa. A Napoli, circa 10mila manifestanti hanno sfilato per le strade. Il corteo è partito da piazza Mancini, vicino a piazza Garibaldi, ha attraversato corso Umberto I per raggiungere piazza del Plebiscito. Giunti in piazza Nicola Amore, i manifestanti hanno deviato per via Duomo e via Marina, con l’obiettivo – annunciato al megafono – di bloccare il porto commerciale. Dopo aver lasciato l’area portuale, si sono spostati in via Reggia di Portici, bloccando l’accesso alla rampa dell’autostrada A3 Napoli-Salerno.

“Lo sciopero è illegittimo e chi partecipa rischia sanzioni personali. Lo organizza Landini? Ecco, lo paghi Landini”, ha dichiarato il ministro Matteo Salvini. Landini ha replicato: “Stia tranquillo perché lo paghiamo noi con le nostre tasse. Queste manifestazioni tengono alto l’onore del Paese. Dovrebbero baciare i piedi a chi è in piazza, non denigrarli o minacciarli”. Nel giorno dei cortei, resta alta la tensione tra Salvini e Landini. Lo scontro coinvolge anche i leader di Pd e M5S, che accusano il governo. A Roma, la segretaria dem Elly Schlein ha partecipato al corteo, prima di spostarsi a Fiumicino per accogliere i parlamentari Annalisa Corrado e Arturo Scotto, rientrati da Tel Aviv dopo lo stop della Marina israeliana. Schlein ha dichiarato: “Con le lavoratrici e i lavoratori che hanno scelto di scioperare per fermare i crimini di Netanyahu contro i palestinesi e in solidarietà alla Flotilla. Questa straordinaria partecipazione è la risposta migliore alle minacce del governo. Giù le mani dal diritto di sciopero”. Anche Giuseppe Conte, dalla Calabria, ha attaccato Palazzo Chigi: “Se oggi l’Italia si ferma è per l’inerzia del governo. Lo sciopero è colpa della loro ignavia e codardia”. Ha poi aggiunto: “Da Giorgia Meloni c’è stato un atteggiamento provocatorio: è lei il primo agitatore di piazza, fomenta odio e alza i toni. Si sta dimostrando il primo estremista, vuole lo scontro sociale e cerca consensi da questa radicalizzazione”. Conte ha quindi invitato i manifestanti a non cadere in provocazioni: “La protesta è legittima. Manifestate pacificamente”. Le dichiarazioni di Conte non sono passate inosservate. FdI ha replicato: “No avvocato, da te lezioni non ne prendiamo. Con il tuo governo hai fermato l’Italia, limitando le libertà e mettendo in ginocchio l’economia. Gli italiani stanno ancora pagando il prezzo della tua incompetenza”. E ha aggiunto: “Sii responsabile: ferma la tua propaganda elettorale sulla pelle dei bambini. Conte, scendi dalla cattedra e torna tra i banchi: è lì il tuo posto”. La giornata è stata segnata anche dalla contestazione davanti al Mit: lancio di uova, petardi, insulti e slogan contro Salvini. Al mattino, il leader della Lega aveva pubblicato un post con la scritta apparsa a Genova: “Salvini come Kirk”. “La violenza non ci fermerà – ha dichiarato Salvini –. Non saranno minacce e violenza a fermare le nostre idee. Paura mai, avanti a testa alta!”. Anche via Bellerio ha condannato: “Le minacce, la violenza e l’odio non possono essere tollerati. Gli insulti, le scritte, i disordini davanti al Ministero e contro la Polizia sono una brutta pagina che rendono ancora più fondato l’appello al buonsenso”.

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