Dopo ore di angoscia, è stato ritrovato sano e salvo il ragazzo di 17 anni rapito a Vittoria, in provincia di Ragusa. La vittima è il figlio di un noto imprenditore del settore ortofrutticolo. Il sequestro è avvenuto giovedì sera alla periferia della città, in una zona residenziale. Il giovane, studente del quarto anno del liceo scientifico “Giuseppe Mazzini”, era in compagnia di alcuni amici quando due Fiat Panda, una bianca e una nera, si sono avvicinate al gruppo. Dall’auto nera sono scesi due uomini incappucciati e armati di pistola. Dopo aver gridato il cognome del ragazzo, lo hanno costretto a salire in macchina. Prima di fuggire, i rapitori hanno fatto consegnare alla vittima il cellulare, poi distrutto per impedire la localizzazione. Gli amici del ragazzo, sotto shock, hanno immediatamente dato l’allarme alle forze dell’ordine. La notizia ha fatto il giro del paese in pochi minuti. Il sindaco Francesco Aiello ha convocato una seduta straordinaria di giunta. Le indagini sono state affidate alla polizia, che sta battendo ogni pista per comprendere la natura del sequestro.
La macchina delle indagini si è mossa subito: polizia e carabinieri hanno attivato pattuglie sul territorio ed elicotteri per sorvolare l’area, con inchiesta coordinata dalla Procura di Ragusa. Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini delle numerose telecamere di sorveglianza presenti lungo le strade percorse dai rapitori. Il luogo del sequestro, infatti, si trova nei pressi di un grande centro revisioni e di un’officina meccanica, chiusi al momento dell’agguato. Il padre del giovane gestisce una delle principali aziende locali specializzate nel confezionamento e nella commercializzazione di prodotti ortofrutticoli. Gli investigatori stanno esaminando ogni possibile pista, comprese quelle legate all’attività imprenditoriale della famiglia. Immediatamente sono state adottate le misure di sicurezza previste nei casi di sequestro di persona, incluso il blocco cautelativo dei beni familiari. Tuttavia, secondo fonti investigative, la situazione economica non sarebbe tale da far pensare a un rapimento a scopo di estorsione o di riscatto. La dinamica e la rapidità del sequestro sollevano molti interrogativi. Gli investigatori parlano di un episodio singolare, che potrebbe nascondere motivazioni diverse da quelle tradizionalmente legate alla criminalità organizzata o al denaro.
La vicenda si è conclusa positivamente quando il giovane si è presentato al commissariato di polizia di Vittoria. Al commissariato ad attenderlo c’erano i familiari. Si escluderebbe il pagamento di un riscatto. Il 17enne, ascoltato dagli inquirenti, potrebbe fornire dettagli utili a chiarire il movente e a identificare gli autori del rapimento. La vittima del rapimento, in buone condizioni di salute, è stata ascoltata dagli inquirenti per capire cosa è successo nelle ultime 24 ore, fornendo la sua versione dei fatti per aiutare gli inquirenti a ricostruire quanto accaduto. Solo poche ora prima era arrivato l’appello del vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa. “Vogliamo fare appello a questi rapitori a lasciare libero il ragazzo al più presto e a restituirlo alla famiglia”, ha dichiarato in un video il vescovo che aveva anche aggiunto: “Quanto accaduto è gravissimo e ci turba e ci lascia sconvolti. Auspichiamo che le forze dell’ordine, che stanno lavorando per risolvere il caso, possano riportare questo giovane alla sua famiglia”.
