All’ospedale di Nola il reparto di neurologia si trova in una fase di grave difficoltà organizzativa e assistenziale. Negli ultimi mesi la situazione è progressivamente peggiorata a causa della carenza di medici specialisti, tanto da portare alla sospensione delle attività relative alla gestione dell’ictus cerebrale. La stroke unit, cioè il servizio dedicato alla presa in carico tempestiva dei pazienti colpiti da ictus, non è più operativa, lasciando scoperto un territorio con una domanda sanitaria in costante crescita. I neurologi rimasti in servizio sono pochi e devono fronteggiare sia l’attività di reparto che quella di emergenza, con turni sempre più difficili da coprire. In alcuni casi si è fatto ricorso anche alla collaborazione di medici provenienti da altre strutture o discipline, pur di garantire la continuità dei servizi minimi.
Il pronto soccorso si trova quindi a operare in condizioni limite, con il rischio concreto che i pazienti neurologici acuti vengano trasferiti altrove, aumentando i tempi di intervento e le possibilità di complicanze gravi o letali. Questo stato di emergenza non è isolato ma riflette una criticità più ampia che coinvolge diverse strutture sanitarie dell’area, dove si registrano analoghi problemi di personale e interruzioni di servizi neurologici. Il blocco delle attività della stroke unit ha costretto molti pazienti a rivolgersi agli ospedali napoletani, che a loro volta affrontano situazioni di sovraffollamento. Il personale in servizio, pur operando con professionalità, denuncia condizioni di lavoro estremamente pesanti e la sensazione di abbandono da parte delle istituzioni. Il numero di neurologi attivi non basta a garantire la copertura di tutti i turni e l’organizzazione del lavoro si regge spesso sul sacrificio individuale dei singoli medici.
Non risulta, al momento, alcuna conferma ufficiale di dimissioni in blocco da parte dell’intero reparto, ma si ha certezza del fatto che alcuni specialisti abbiano lasciato l’incarico negli ultimi mesi, contribuendo alla riduzione drastica dell’organico. Il risultato è un sistema sotto pressione, in cui anche le attività ordinarie subiscono rallentamenti, rinvii e disservizi. In assenza di nuovi inserimenti e misure straordinarie, la situazione rischia di diventare strutturale. I pazienti sono i primi a pagare le conseguenze di questa emergenza, costretti a lunghi spostamenti, attese prolungate o mancata diagnosi in tempi utili.
In un territorio già segnato da diseguaglianze sanitarie, la crisi della neurologia a Nola rappresenta un segnale d’allarme che richiede risposte rapide e concrete. Le soluzioni non possono limitarsi a tamponare l’emergenza, ma devono includere politiche di assunzione, incentivi per le aree carenti e una valorizzazione reale del personale sanitario. Intanto, chi resta in reparto continua a lavorare tra mille difficoltà, con senso di responsabilità ma anche con crescente frustrazione. L’assenza di una strategia chiara rischia di trasformare un problema contingente in un fallimento sistemico.
Neurologia in crisi all’Ospedale di Nola
Sospesa la stroke unit, personale al limite
