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Attualità

Scuola, “Niente voti e bocciature: No alla scuola come luogo di espiazione”

Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2025 7:38
di Pierluigi Perretta
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4 Min Read
Metodi alternativi contro i traumi da bocciatura
Metodi alternativi contro i traumi da bocciatura

Il pedagogista Daniele Novara, autore di diversi libri e fondatore e direttore del Cpp, Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, presenta gli argomenti di un convegno che si svolgerà l’8 novembre al teatro Politeama di Piacenza. “Sono un pedagogista e mi occupo di scuola e vorrei evidenziare che la scienza pedagogica è operativa, innovativa e non conservativa: una scienza che mira al cambiamento“. Novara propone una scuola senza voti mirata a valorizzare i passi avanti di alunni e studenti, senza registro elettronico. E niente cellulare. “In realtà, la scuola viaggia in modo inerziale ed è sconcertante. Le mie idee provengono dallo studio del metodo Montessori, grande pedagogista innovativa, poi Gianni Rodari, Mario Lodi, Don Milani, per fare nomi noti. La mia è una proposta alternativa nel senso che non è basata su pratiche inerziali ma sul fatto che l’insegnante, al di là di conoscere la materia che insegna, deve saper organizzare l’apprendimento all’interno della materia stessa. La scuola è una comunità di apprendimento. Il mood dell’insegnante è quello dei processi di apprendimento per far imparare e per farlo si deve sbagliare, dall’errore si impara e da qui una scuola senza voti, perché non si deve valutare l’errore ma i progressi dei ragazzi. Sarebbe un controsenso, è impossibile imparare senza sbagliare, ribadisco, e nel momento in cui si valutano gli errori, si creano dei blocchi emotivi, perché la paura di sbagliare diventa più tragica dello sbagliare stesso. Si esce da questo equivoco valutando i progressi, gli avanzamenti: la valutazione non può mai essere un dispositivo punitivo, la scuola non può essere un luogo di espiazione e quindi sono contrario alle bocciature perché non creano nulla di buono, la pedagogia è una scienza benevola e non punitiva“.

Sul fenomeno delle aggressioni ai docenti e ai ragazzi, Novara spiega: “Il rigore in educazione è sempre necessario, il processo organizzativo della scuola deve essere rigoroso. Bisogna far lavorare i ragazzi, coinvolgerli tutti e l’aggressività si risolverebbe. Poi sarebbe necessaria una co-conduzione di docenti in classe. Ho sempre sostenuto di non lasciare mai da solo un insegnante in classe, la gestione dei processi di apprendimento è un gioco di squadra“. Contrarissimo al registro elettronico, Novara lo definisce “un indubbio elemento di malessere, uno strumento che, invece di rivolgersi direttamente agli alunni, finisce con il comunicare ai genitori. Il registro elettronico produce una forma di accanimento familiare che non porta a niente di positivo. Spero che si torni a un atteggiamento di alleanza educativa con i genitori che non consiste in un doppio controllo sulla frequenza scolastica dei figli, ma che può essere solo una costruzione di impegni diversificati“. Novara è assolutamente favorevole al divieto del telefonino a scuola: “il ritiro dei cellulari è assolutamente in linea con il mio pensiero da sempre, vorrei però evidenziare un’incongruenza tra regolamentare il cellulare a scuola e lasciarlo senza alcuna regolamentazione fuori. Serve una regolamentazione adeguata e severa e il blocco dei social fino a 16 anni, come in Australia“. “Il mio metodo -conclude- attiva gli alunni nell’apprendimento con gli altri a partire dalle domande e dai problemi senza inaridirsi nelle risposte esatte. Vorrei che il ministro ascoltasse la vera pedagogia come scienza benevola dell’apprendimento e non come scuola dell’espiazione“.

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