L’estate non è ancora finita, ma per studenti e famiglie c’è n pensiero che incombe: il ritorno a scuola. Non si tratta solo di orari, compiti e lezioni. È soprattutto, specie per i genitori, una questione di spese. Tra aumenti sul corredo e rincari dei libri, il ritorno a scuola rischia di pesare notevolmente sulle famiglie. Sembrano lontani i tempi in cui le famiglie italiane iscrivevano i fratelli o le sorelle minori nella stessa scuola, nella stessa sezione, per risparmiare sulla spesa dei libri scolastici. L’ulteriore aumento del prezzo di copertina dei testi destinati allo studio e la formazione di alunni e alunne è infatti in grado di produrre ogni anno un movimento economico di circa un miliardo di euro. Secondo i calcoli del Codacons, tra quaderni, zaini, diari, prodotti di cancelleria, materiale da disegno, libri e dizionari, l’esborso complessivo per l’anno scolastico 2025/2026 per un figlio alle superiori può arrivare a superare quota 1.300 euro, la metà solo per i libri. Specialmente se gli studenti frequentano le prime classi dei vari cicli scolastici, in particolare le superiori. In base alle prime stime, i materiali da cartoleria (penne, quaderni, pennarelli, matite ecc.) registrano quest’anno incrementi di prezzo compresi tra il +3% e il +5% rispetto allo scorso anno. La cifra stimata per i soli testi si aggira attorno a 700 euro, con un aumento medio del +3,8% in confronto al 2024. E non è finita qui: l’Antitrust conferma le denunce sulle nuove edizioni, con manuali che cambiano solo una pagina o un’immagine, per giustificarne il cambio. Richiedendo ulteriori esborsi. Insomma, tra prezzi alle stelle e strategie di risparmio, vediamo cosa ci aspetta davvero nel ritorno tra i banchi.
Il mercato propone di tutto: dal diario basic ai modelli griffati da 40 euro, fino allo zaino di marca che può superare i 200 euro. Non mancano gli accessori futuristici: zaini hi-tech con luci led, speaker wireless e persino power bank integrato. Il rischio? Perdere l’orientamento in una “giungla” di listini dove distinguere tra ciò che è utile e ciò che è solo moda diventa sempre più complicato. Ma se il corredo scolastico fa lievitare la spesa, il vero problema restano i testi. Secondo il report dell’Antitrust, l’80% del mercato è in mano a soli 4 editori e le scuole adottano spesso nuove edizioni con modifiche minime, ma prezzi maggiori. Sotto osservazione soprattutto il concentramento di settore esercitato dai grandi gruppi editoriali, da Mondadori a Zanichelli, dal comparto scuola di Laterza a quello della stessa Giunti. Le riforme? Bocciate. “I tetti di spesa cui le scuole devono attenersi vengono sistematicamente sforati a causa della mancanza di controlli sull’operato dei docenti, mentre i libri digitali si sono rivelati un flop”. Per fortuna qualche strategia per uscire dalla morsa c’è. E arriva dallo stesso Codacons: “Non inseguite le mode e gli influencer… Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose”; “Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria… Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato!”. “Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo”; “Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti”; “Offerte promozionali e kit a prezzo fisso possono essere convenienti, ma è bene confrontare comunque i prezzi e controllare la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’acquisto, dando la preferenza al trolley)”. Nel frattempo a rimetterci sono le famiglie, ogni anno di più. Tentando di trovare soluzioni alternative, tempo fa venne avanzata la proposta di un acquisto centralizzato dei libri da parte delle scuole, in modo tale da poter ridurre i costi di distribuzione; iniziativa bloccata sul nascere dagli stessi librai, dopo aver già arginato l’impatto di acquisto nel mercato dei libri usati, ridotto ormai a circa il 25 per cento dell’intero movimento proprio a causa del continuo rinnovamento dei testi, mentre si è perso nel nulla anche quanto lo scorso anno si è provato a introdurre in merito a eventuali detrazioni fiscali ad hoc per i testi scolastici. Le famiglie continuano a sborsare anche per quest’anno svariate centinaia di euro per fornire ai propri figli i testi utili ad affrontare una nuova stagione sui banchi: laddove la scuola pubblica, in quanto tale, dovrebbe garantire la gratuità di determinati servizi, dalla mensa ai costi di cancelleria sino, per l’appunto, alla distribuzione dei libri dedicati allo studio. Un diritto che dovrebbe rientrare nella normalità di un Paese civile, ma in Italia diventa sempre più una chimera, ogni anno che passa.
