Il 17 luglio 2025, l’amministrazione comunale di Avellino guidata dalla sindaca Laura Nargi è giunta al termine a causa della bocciatura del bilancio consuntivo 2024 da parte del Consiglio comunale. Con 18 voti contrari e 15 favorevoli, il documento non è stato approvato, determinando lo scioglimento dell’amministrazione e l’avvio delle procedure per la nomina di un commissario prefettizio.
La crisi politica è stata acuita dalla rottura tra la sindaca Nargi e l’ex sindaco Gianluca Festa. I consiglieri a lui vicini, che inizialmente avevano sostenuto Nargi, hanno votato contro il bilancio, contribuendo in modo determinante alla sua bocciatura. Anche alcuni esponenti del Partito Democratico e del Campo Largo hanno espresso voto contrario, evidenziando una frattura profonda all’interno della maggioranza.
Durante la seduta del Consiglio comunale, la sindaca Nargi ha rivolto un accorato appello ai consiglieri, sottolineando l’importanza di approvare il bilancio per garantire la continuità amministrativa e la gestione di fondi cruciali per la città. Ha dichiarato: “Ho lavorato con senso del dovere per tenere unita una maggioranza… Non si vota una persona, si vota un bilancio consuntivo dal valore profondamente politico”.
Con la caduta dell’amministrazione Nargi, Avellino sarà commissariata per la sesta volta in meno di 25 anni. Il commissario prefettizio sarà nominato a breve e guiderà la città fino alle prossime elezioni comunali, previste per il 2026.
La sindaca Nargi è stata coinvolta nell’inchiesta “Dolce Vita”, che ha portato all’arresto dell’ex sindaco Gianluca Festa. Sebbene non siano emerse contestazioni specifiche a suo carico, il suo coinvolgimento ha sollevato interrogativi sull’opportunità di costituire il Comune parte civile nel processo.
