Nel maggio 2023 la Salernitana festeggiava la seconda salvezza consecutiva ottenuta in Serie A: evento mai successo nella storia granata, e che sembrava certificare le crescenti ambizioni della società e tifoseria campana. Quella Salernitana era guidata da Paulo Sosa, e poteva contare su gente del calibro di Piatek, Candreva e Dia, capace addirittura di rovinare al Napoli di Spalletti la festa scudetto. Ma nella scorsa stagione calcistica inizia il cammino verso il buio dei granata: squadra praticamente indebolita in ogni reparto, continui cambi in panchina e conseguente retrocessione in B al termine del campionato, nonostante alcuni risultati importanti come i pareggi contro Milan e Juventus. Il ritorno in B è un amaro risveglio dai sogni di gloria per i campani, eppure ad agosto 2024 a Salerno regnava la speranza di una immediata risalita nel calcio che conta, certamente nessuno quasi poteva immaginare il disastro sportivo consumato all’Arechi contro la Samp: eppure i segnali andavano solo colti fin dall’inizio, come l’aver cambiato 8 allenatori e 4 dirigenti sportivi in appena due anni.
Un intero campionato nelle zone pericolose della classifica
La stagione inizia col botto: vittoria in Coppa Italia contro lo Spezia ai rigori, e vittoria in rimonta nel finale contro il Cittadella per 2-1 all’Arechi nella prima di campionato. Sembra quasi passare inosservata la sconfitta in casa del Sudtirol, dato che subito dopo la Salernitana batte in casa proprio la Samp tra l’euforia generale. Mister Martusciello getta le basi del suo calcio, il 4-3-3 comincia a portare i suoi frutti, nonostante che la grande e a tratti imbarazzante fragilità difensiva sia evidente fin dalla prima partita. Da quel momento in poi sono ben 11 le partite senza vittoria, 12 considerata anche l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Udinese, e la Salernitana torna a conquistare i 3 punti direttamente a dicembre col nuovo allenatore Colantuono in panchina, con un 4-1 sempre in casa contro la Carrarese. Ma l’anno 2024 si conclude con ancora sconfitte e pareggi, e il 2025 inizia subito con l’ennesimo passo falso in casa contro il Sassuolo. Finalmente i granata battono Reggiana e Cremonese e tornano a respirare, ma i risultati negativi di seguito trascinano sempre più in basso la squadra campana, fino a quando con l’ennesimo nuovo allenatore, mister Marino, non arrivano le vittorie in casa contro Sudtirol, Cosenza(le uniche di seguito della stagione intera) e Mantova, prima di terminare la stagione regolare con la sconfitta in casa della Samp e la vittoria in trasferta in casa proprio del Cittadella che vale la qualificazione agli ormai famosi Play Out.
L’incubo dei Play Out
Le note vicende sportive che hanno segnato i mesi di maggio e giugno ridisegnano i Play Out da giocare, con la retrocessione immediata del Brescia per penalizzazione, e di conseguenza Frosinone (avversario originale della Salernitana) direttamente salvo, con ripescaggio a favore della Samp, che vede così tra polemiche e scandali una nuova occasione di restare in B. Ma dal momento dei fatti, la Salernitana ha assunto subito la condizione di vittima da sacrificare, concentrandosi quasi esclusivamente sulle vicende non legate al campo, e molto poco alla preparazione delle due decisive gare: la Samp, tra espulsioni e nuove polemiche, vince 2-0 l’andata in casa, contro una Salernitana che gioca prevalentemente per non subire nella speranza del fattore casa al ritorno. Ma all’Arechi la Samp dimostra ancora una volta il livello superiore in tutto rispetto ai granata: ad inizio secondo tempo siamo sullo 0-2, risultato che accende la contestazione e protesta totale dei tifosi della Salernitana, che tra lanci di fumogeni e seggiolini e cose varie, porta alla decisione dell’arbitro Doveri di interrompere la gara al 75’ di gioco, con la decisione successiva della vittoria a tavolino 0-3 per la Samp, e conseguente ufficialità della salvezza blucerchiata.
Da dove ripartire?
Il Presidente Iervolino ha già attivato il progetto per una nuova risalita, con il nome di Faggiano come direttore sportivo, e con sfoghi pubblici contro l’intero sistema:”Siamo stati calpestati. Il calcio è una industria senza rispetto, servono nuove riforme e regole univoche”, alcune delle sue parole rilasciate in esclusiva al Corriere dello Sport.
Se certamente la situazione nata dalla retrocessione Brescia non ha favorito i campani, è da sottolineare come la Salernitana è reduce da due stagioni calcistiche fallimentari, frutto della confusione e inesperienza a certi livelli della stessa dirigenza e società: serve anche un sincero esame di coscienza sulle colpe avute in questo disastro sportivo. L’unica certezza da cui ripartire è l’incondizionato amore della tifoseria granata per la Salernitana: questo è il fondamento sul quale ricostruire, in attesa del futuro.
