Stop agli scontrini cartacei per chi paga con il bancomat nei negozi. Il 17 giugno la commissione Finanze di Montecitorio, presieduta dal meloniano Marco Osnato, ha approvato una risoluzione presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Saverio Congedo che contiene impegni per il superamento graduale degli scontrini a partire dai prossimi anni. Il testo è stato votato dalla commissione Finanze e ora andrà “tradotto in legge” dal Governo, cioè in atti normativi a cura dell’esecutivo del Ministero dell’Economia e delle finanze. Con questa iniziativa si vuole superare, step by step, un obbligo attualmente previsto per i commercianti. Per i parlamentari si tratta di un modo per eliminare una quantità ingente di carta stampata e semplificare la vita a cittadini e imprese.
La risoluzione impegna il Ministero a prendere iniziative volte a prevedere “una graduale introduzione, a partire dal 1° gennaio 2027, dell’obbligo di dotare gli strumenti tecnologici per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi” all’Agenzia delle entrate di un “sistema predisposto per la generazione e trasmissione del documento commerciale all’acquirente anche in formato digitale“. In sostanza viene stabilito che il negoziante non sarà obbligato a stampare lo scontrino di carta ai cittadini che pagheranno utilizzando il Pos. Potrà comunque inviarlo via sms o all’indirizzo mail del cliente. Il vecchio documento fiscale verrà stampato soltanto su esplicita richiesta. Una novità rilevante ma che andrà tradotta in legge con una norma ad hoc. In ogni caso la risoluzione prevede una serie di tempistiche per il “superamento del cartaceo“. Dal 1° gennaio del 2027 il nuovo scontrino digitale sarà obbligatorio nella grande distribuzione, dal 2028 per tutti gli altri soggetti con un volume d’affari superiore a una soglia che sarà stabilita con una norma e dal 1° gennaio 2029 per “la parte restante degli esercenti”. Nella risoluzione viene ricordato che la carta usata per scontrini è difficile da smaltire e, in particolare, come “ancora oggi molte transazioni minori comportano l’emissione di un documento cartaceo di natura meramente commerciale tramite i registratori di cassa e gli altri apparati idonei alla registrazione di tali transazioni“. La carta utilizzata per gli scontrini fiscali “non può essere smaltita come la carta comune, in quanto non si tratta di pura cellulosa, ma sono in essa presenti additivi chimici che la rendono non riciclabile. La produzione di scontrini cartacei comporta, oltre all’abbattimento degli alberi necessari alla produzione della carta, anche l’utilizzo di enormi quantità d’acqua, con un non trascurabile impatto ambientale“. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia Congedo il testo vuole introdurre un intervento a favore dell’ambiente: “Sostanzialmente l’intento è quello di eliminare milioni di scontrini stampati su carta termica non riciclabile, che ogni giorno finiscono nei rifiuti“. Per il deputato la risoluzione è “un grande segnale di attenzione ambientale e di sano utilizzo dell’innovazione tecnologica nel rapporto tra esercenti e fisco e tra esercenti e consumatori. Un mezzo per semplificare la vita a cittadini e imprese, ridurre i costi, e favorire una piena digitalizzazione del sistema fiscale“.
