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Attualità

Il quarto quesito del referendum abrogativo

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2025 11:41
di Nunzia Masi
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5 Min Read

Il quarto quesito del referendum abrogativo del 2025 riguarda la responsabilità solidale in caso di infortuni sul lavoro nelle imprese appaltatrici e subappaltatrici.
Il Decreto Legislativo n. 81 del 2008, noto come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, ha introdotto misure per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. L’articolo 26, comma 4, stabilisce che il committente, l’appaltatore e il subappaltatore sono solidalmente responsabili per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei lavoratori dipendenti delle imprese appaltatrici o subappaltatrici, anche se questi non sono coperti da assicurazione INAIL o IPSEMA. Tuttavia, una modifica successiva ha escluso la responsabilità solidale per i danni derivanti dai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.
Il referendum mira a ripristinare la responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore anche per i danni derivanti dai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici. Se approvato, il quesito abrogativo eliminerebbe la limitazione introdotta dalla modifica normativa, estendendo così la tutela dei lavoratori e incentivando una maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro.
Ripristinando la responsabilità solidale, si garantirebbe una maggiore protezione per i lavoratori, assicurando che possano ottenere risarcimenti adeguati in caso di infortuni o malattie professionali.
La responsabilità estesa potrebbe spingere le imprese a investire maggiormente in misure di sicurezza, riducendo il rischio di incidenti sul lavoro.
Assicurare che tutte le parti coinvolte nell’appalto siano responsabili contribuisce a un sistema più giusto e equilibrato, dove i diritti dei lavoratori sono tutelati in modo uniforme.
Il tema della responsabilità solidale nei contratti d’appalto ha sempre avuto una forte connotazione politica. I sostenitori dell’abrogazione, tra cui diverse forze sindacali e partiti orientati alla tutela del lavoro, sostengono che l’attuale norma penalizzi i lavoratori più esposti, spesso impiegati in settori ad alto rischio come l’edilizia, la logistica e l’industria manifatturiera. Il principio della responsabilità condivisa tra committenti, appaltatori e subappaltatori viene considerato un elemento chiave per garantire un presidio effettivo della sicurezza, anche nei casi in cui la catena degli appalti si faccia lunga e opaca.
Di contro, numerose associazioni di categoria, specialmente quelle che rappresentano le piccole e medie imprese, esprimono preoccupazione per un’eventuale abrogazione. Temono che l’estensione della responsabilità solidale possa disincentivare la stipula di contratti con soggetti terzi, inducendo le aziende a ridurre il ricorso all’esternalizzazione per evitare rischi legali ed economici. Inoltre, viene sollevata la questione della difficoltà, per le imprese committenti, di controllare in modo puntuale i rischi “specifici” legati ad attività che non conoscono nel dettaglio.
Nel caso dei referendum abrogativi, la scelta è binaria:
Sì: scegliendo “Sì”, l’elettore vota per abrogare – cioè eliminare – la parte di norma che esclude la responsabilità solidale per i danni derivanti dai rischi specifici delle imprese appaltatrici o subappaltatrici. In pratica, si torna alla piena responsabilità condivisa tra committente e appaltatori, anche in questi casi.
No: scegliendo “No”, l’elettore vota per mantenere l’attuale disciplina, che limita la responsabilità solidale nei casi in cui l’infortunio derivi da rischi specifici e non controllabili direttamente dal committente.
Perché il referendum sia valido, è necessario che vada a votare almeno il 50% + 1 degli aventi diritto. In caso contrario, il risultato non avrà valore legale.
Se dovesse prevalere il “Sì” e la parte della norma fosse abrogata, il panorama normativo italiano in materia di sicurezza sul lavoro cambierebbe sensibilmente:
I committenti avrebbero l’obbligo di verificare non solo la regolarità formale, ma anche l’effettiva sicurezza delle attività svolte dagli appaltatori, indipendentemente dalla loro natura specifica.
Potrebbero aumentare i contenziosi tra le imprese coinvolte in appalti, qualora si verifichino incidenti e si debba stabilire chi è effettivamente responsabile.
Alcune imprese potrebbero decidere di internalizzare nuovamente servizi e attività oggi esternalizzate, per ridurre i rischi legali derivanti dalla co-responsabilità.
Il quarto quesito del referendum 2025 tocca una delle questioni più delicate nel rapporto tra diritto del lavoro, libertà d’impresa e sicurezza. La sua approvazione comporterebbe un cambiamento sostanziale, destinato a incidere sia sulla prassi aziendale che sulla tutela dei lavoratori in settori spesso soggetti a incidenti gravi.
Il voto su questo quesito non è soltanto tecnico, ma rappresenta una presa di posizione sul modello di società e di lavoro che si vuole costruire. Per questo è essenziale informarsi con attenzione, valutare pro e contro, e recarsi alle urne con consapevolezza.

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