Il legame tra Papa Francesco e la città di Assisi non è solo simbolico, ma profondo e autentico, nutrito da una forte consonanza spirituale con San Francesco, il Poverello di Assisi. Fin dal giorno della sua elezione nel marzo 2013, Jorge Mario Bergoglio ha manifestato chiaramente la centralità di San Francesco nella sua visione di Chiesa, scegliendo di essere il primo pontefice a portarne il nome. Questo gesto, carico di significato, ha rappresentato una dichiarazione d’intenti: una Chiesa povera per i poveri, attenta al creato, animata da misericordia e fraternità.
Assisi è diventata così, per Papa Francesco, un luogo privilegiato, quasi una seconda casa spirituale. La sua prima visita da Papa nella città umbra avvenne il 4 ottobre 2013, giorno della festa del Santo, e fu una tappa fondamentale del suo pontificato. Durante quella giornata, Francesco visitò i luoghi simbolo della vita del Santo: la Basilica di San Francesco, la Porziuncola e il luogo dove San Francesco spogliò i suoi abiti davanti al padre, gesto di rottura radicale con il mondo della ricchezza. In quel gesto, il Papa ha visto il cuore pulsante del Vangelo, l’invito a una vita radicalmente evangelica.
Il messaggio francescano risuona continuamente nelle parole e nei gesti del Papa: la centralità dei poveri, la semplicità come stile di vita, la cura della casa comune. Encicliche come Laudato si’, ispirata proprio al Cantico delle Creature di San Francesco, rappresentano un punto di contatto diretto tra il pensiero del Papa e il carisma del Santo. Assisi è dunque più di un luogo: è un orizzonte di valori che orienta le scelte pastorali e sociali di Francesco.
Il Pontefice è tornato ad Assisi più volte. Tra le visite più significative, quella del 3 ottobre 2020 per firmare l’enciclica Fratelli tutti, un altro documento che affonda le radici nel pensiero francescano e propone una visione di fraternità universale, oltre le barriere religiose, culturali o economiche. La scelta di firmarla ad Assisi è stata un atto simbolico potentissimo, quasi a voler indicare che, in un mondo lacerato da divisioni e diseguaglianze, la voce di Francesco d’Assisi resta un faro di riconciliazione e speranza.
Ma il rapporto del Papa con Assisi è anche profondamente personale. Si percepisce nei suoi gesti discreti, nel tono della voce quando parla del Santo, nella commozione che trapela quando visita quei luoghi. San Francesco non è per lui solo un modello, ma un fratello spirituale che lo accompagna nel cammino. È il compagno invisibile di una missione che chiede coraggio, umiltà e tenerezza.
In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a rinnovarsi profondamente, il legame tra Papa Francesco e Assisi mostra quanto la spiritualità francescana possa offrire una via concreta per parlare al cuore degli uomini e delle donne di oggi. È un legame che unisce passato e futuro, mistica e impegno, preghiera e azione. Ed è da Assisi che, forse, può partire ancora una volta un messaggio capace di cambiare il mondo.
Addio Papa Francesco: il legame profondo con Assisi
La scelta del nome e l'ispirazione francescana
