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Attualità

Orrore a Mestre: 11enne aggredita nell’androne di casa

L’orco era già libero

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2025 11:34
di Nunzia Masi
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4 Min Read

Il 10 aprile 2025, Massimiliano Mulas, un uomo di 45 anni originario di Tempio Pausania (Sassari), è stato arrestato a Mestre con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni. La vicenda ha avuto inizio quando la giovane vittima, all’uscita dalla palestra, è stata seguita da Mulas, che l’ha aggredita nell’androne del suo condominio.
La bambina, che stava parlando al telefono con un’amica, ha iniziato a urlare, attirando l’attenzione di chi si trovava nelle vicinanze. Nonostante i tentativi di Mulas di compiere una rapina, la bambina è riuscita a liberarsi dalla presa del suo aggressore, che ha poi lasciato il luogo della violenza.
Il caso è stato risolto grazie a un dettaglio fondamentale: Mulas aveva lasciato il suo marsupio nell’appartamento della bambina. Questo oggetto, che conteneva elementi riconducibili a lui, ha permesso agli investigatori di identificarlo rapidamente. La denuncia della vittima e l’intervento delle forze dell’ordine hanno portato all’arresto dell’uomo.
Mulas è stato arrestato e successivamente trasferito nel carcere di Gorizia per motivi di sicurezza, in quanto i detenuti nel carcere di Venezia avevano manifestato ostilità nei suoi confronti. Il suo avvocato ha comunicato che l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, e potrebbe essere richiesta una perizia psichiatrica per chiarire le sue condizioni mentali.
Le indagini non si sono fermate al caso di Mestre: si sta indagando su due episodi simili avvenuti in Piemonte, nel Cuneese. Formalmente indagato per l’episodio di Cervere, avvenuto nel novembre del 2024 e Saviglianese, risalente a marzo 2025. Nel primo caso, si tratta di un tentativo di violenza sessuale ai danni di una bambina non andato a buon fine, dove è stata sporta denuncia e sono stati raccolti elementi utili alle indagini. Anche nel secondo caso, la vittima è una minore, vittima di violenza. I Carabinieri della Compagnia di Savignano hanno avviato un’indagine e il materiale raccolto è stato consegnato alla Procura, dove è stato aperto un fascicolo.
Inoltre, l’uomo aveva già precedenti penali per reati sessuali. Nel 2021, aveva terminato di scontare l’ultima condanna nel carcere di Lanusei (Nuoro). Nonostante il suo passato, Mulas non era sottoposto a misure di sorveglianza particolari al momento dei fatti a Mestre, il che ha sollevato preoccupazioni sulla gestione della sua condotta e sulla prevenzione di altri reati.
La recidiva di Mulas è uno degli aspetti cruciali che ha suscitato indignazione pubblica dopo il suo arresto, con molti che hanno messo in discussione le politiche di controllo nei confronti di persone con precedenti simili. Le autorità e i cittadini hanno richiesto modifiche legislative per prevenire che individui con questo tipo di storia possano essere liberi di commettere reati senza adeguate misure di sicurezza.
La recidiva si riferisce alla tendenza di un individuo a commettere nuovamente lo stesso tipo di crimine dopo una condanna, e nel caso di Mulas, le sue azioni violente su una bambina di 11 anni a Mestre hanno aggravato ulteriormente la situazione, facendo emergere le problematiche relative alla sorveglianza di ex detenuti con precedenti penali.

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