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Attualità

Parma: neonati sepolti, i Ris nella villetta degli orrori

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2024 13:10
di Pierluigi Perretta
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7 Min Read
La villetta dove sono stati trovati i resti dei due neonati
La villetta dove sono stati trovati i resti dei due neonati

Una ragazza 22enne è indagata di aver ucciso il figlio neonato e di averlo nascosto nel giardino di casa. Avrebbe fatto tutto da sola, nessuno intorno a lei era stato messo al corrente della gravidanza, né il fidanzato coetaneo, né un medico, né la sua famiglia. È accaduto a Traversetolo, in provincia di Parma. La comunità locale è sconvolta dopo il ritrovamento di altri resti vicino alla villetta di Vignale, dove il 9 agosto, è stato rinvenuto un neonato senza vita, di cui è stata identificata la giovane madre e che secondo la procura avrebbe partorito da sola in casa. Alcuni coetanei della ragazza, Chiara Petrolini, (e del padre biologico del bambino) sono increduli su quanto accaduto. “È sempre stata una ragazza normale, di buona famiglia”, dicono alcuni conoscenti e amici che la conoscevano. Secondo quanto riferito da alcuni giovani, la ragazza, da sempre molto magra, non avrebbe mostrato segni del pancione e nessuno, in effetti, si sarebbe accorto della gravidanza. Per quanto riguarda la relazione con il coetaneo che, secondo la procura di Parma, non era al corrente della gravidanza (così come non risultano coinvolti i familiari della giovane), i ragazzi confermano una relazione che, fra “tira e molla, come capita a tanti”, andava avanti da tempo e nessuno sa dire se, durante l’estate, prima del parto, loro stessero ancora insieme. Un quadro agghiacciante, quello finora ricostruito dagli inquirenti. La studentessa di giurisprudenza è indagata per omicidio premeditato e occultamento di cadavere ma su di lei pesa un’ombra ancora più scura: quella del doppio infanticidio. I Ris di Parma, tornati alla villetta di Vignale di Traversetolo, stanno lavorando per indagare sul rinvenimento prima di un neonato senza vita, ad agosto, e pochi giorni fa altri resti su cui stanno effettuando altre verifiche. Arrivato anche l’avvocato della giovane madre biologica del bambino, identificata dagli esami del Dna, Nicola Tria, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Non si dà pace Sonia, la madre del fidanzato della ragazza di 22 anni che avrebbe partorito un bimbo e poi l’avrebbe ucciso e nascosto nel giardino di casa. E che potrebbe avere partorito e ammazzato un altro bimbo un anno e mezzo fa. La donna è sconvolta anche perché due giorni prima del ritrovamento dei resti aveva visto la giovane e non aveva sospettato di nulla. “Mio figlio non sapeva niente della gravidanza, se ce ne fossimo anche soltanto accorti l’avrei cresciuto io questo bambino. Lei poteva andare dove voleva”, ha detto.  “Mio figlio è sconvolto. Se era surreale il primo, il secondo… credo sia qualcosa che va oltre. Io credo che nel vocabolario italiano non siano neanche state inventate le parole per descrivere questa situazione”, ha continuato la donna. “Si frequentano da tempo. Si conoscono benissimo da quando vanno alle elementari. Lei è una ragazza tranquillissima, una persona che conosciamo da tantissimo – ha aggiunto la donna – Non la voglio più sentire, io voglio solo che lei spieghi il perché e cosa le sia passato nell’anticamera del cervello. È una persona che non voglio neanche incontrare. Non ci sarà mai una giustificazione a questa cosa qua, non voglio neanche saperne”. Secondo la donna la ragazza “non può aver fatto tutto da sola, non è possibile… Ha girato tutta l’estate con la pancia scoperta… non era possibile accorgersi che era incinta – ribadisce la donna – Ma vedremo, non può aver fatto tutto da sola”.

Una vicenda dalla cornice sempre più delicata su cui la Procura di Parma, che coordina le indagini dei carabinieri, ha messo alcuni punti fermi. In un lungo comunicato il procuratore Alfonso D’Avino chiarisce che “può ritenersi accertata” l’estraneità dei genitori della 22enne, così come del papà del neonato, coetaneo della giovane.  “Nessuno – all’infuori della ragazza – era a conoscenza della gravidanza: né familiari, né il padre del bambino, né amiche o amici”. Altro punto sottolineato quello che la gravidanza della giovane “non è stata seguita da alcuna figura professionale”, né da un medico di famiglia né da un ginecologo. Anche il parto “è avvenuto nella casa familiare, al di fuori di contesti ospedalieri o sanitari in generale”. Ed è soprattutto “avvenuto in solitudine, senza la collaborazione né la presenza di nessuno, al di fuori della ragazza”. Quel che si sta delineando supera però ogni incubo peggiore. A quanto appreso, la ragazza, il 7 agosto – due giorni prima del ritrovamento del primo cadavere e due giorni prima di partire per un viaggio all’estero con la famiglia – avrebbe indotto il parto. Poi, secondo l’ipotesi ricostruita dagli investigatori, avrebbe ucciso il piccolo e l’avrebbe seppellito nel giardino di casa, la villetta bifamiliare. A trovare i resti il giorno dopo, quando la famiglia è su un aereo diretta oltreoceano, il cane di casa. E poi se ne accorge la nonna, che si era trasferita lì per badare all’animale in assenza dei padroni. La famiglia torna in paese solo a vacanza finita, dopo una decina di giorni. Le indagini, anche del Ris, procedono serrate e portano i carabinieri a tornare nel giardino dell’orrore. A scavare ancora. Un mese dopo la prima macabra scoperta se ne fa una seconda. Pochi giorni fa vengono trovati ancora resti umani, ancora compatibili – a quanto appreso in base a primi esami – con lo scheletro di un neonato di 40 settimane. Risalirebbero a più di un anno fa. Sulla 22enne ora pesa il terribile sospetto del doppio infanticidio. Per gli inquirenti la giovane potrebbe aver ucciso e nascosto anche un altro bimbo più di un anno fa.

TAGGED:Alfonso D’AvinoinfanticidioNicola TriaVignale
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